martedì 22 luglio 2014

FABBRICHE DI ANIMALI – Testimonianze dagli allevamenti intensivi



Una mostra fotografica sulla realtà degli allevamenti di animali, con scatti provenienti dal lavoro di indagine dell'associazione Essere Animali. Si tratta di una testimonianza del mondo nascosto in cui gli animali sono resi invisibili ai consumatori. Una serie di immagini che documentano la situazione ordinaria in cui vivono decine di milioni di esseri viventi destinati a diventare cibo o pellicce, ma anche un incontro di sguardi tra chi entra in quei luoghi e chi ci vive ogni giorno, ogni ora, in una vita priva di stimoli.

Per l'associazione Essere Animali fotografare e filmare le condizioni di detenzione di questi esseri viventi serve a superare il muro di segretezza eretto da chi trae profitto dal loro sfruttamento. Raccogliere documentazione attuale e contemporanea permette di aprire un dibattito sociale sul rapporto che abbiamo con gli altri animali e di ottenere maggiore sostegno per un cambiamento che risulta quanto mai necessario e impellente.
Dietro alle fotografie esposte c'è un grande lavoro di ricerca e di documentazione particolarmente intenso sia dal punto di vista emotivo che psicologico.Ogni singolo scatto ritrae la quotidianità di chi è schiavo negli allevamenti.

Durante la serata di inaugurazione della mostra sarà allestito un tavolo informativo con materiale cartaceo, pieghevoli, adesivi, magliette; al termine della presentazione verrà offerto un delizioso buffet vegan.

Per contatti e informazioni:
info@essereanimali.org
brescia@essereanimali.org
museobrescia@museobrescia.net

Link:
www.essereanimali.org | Sito web
www.visoniliberi.org | Campagna Visoni Liberi
www.fabbrichedicarne.net | Viaggio negli allevamenti di maiali 
www.essereanimali.org/fabbriche-di-uova | Le galline negli allevamenti intensivi
www.safariravennadossier.it | Animali in cattività per business

lunedì 21 aprile 2014

APERITIVO BENEFIT E PRESENTAZIONE DI ESSERE ANIMALI


ESSERE ANIMALI BRESCIA | Aperitivo Benefit e Presentazione di Essere Animali

MERCOLEDÌ 23 APRILE
ORE 19.00
presso il bar Capre e Cavoli
VIA MORETTO 61/d
BRESCIA


Presenteremo l’associazione Essere Animali parlando delle campagne di sensibilizzazione, educazione e informazione, ma anche delle investigazioni, dei salvataggi diretti e delle proteste di forte impatto.
Sarà un’occasione per conoscerci e approfondire l’attivismo che verrà da ora in poi svolto anche in questa città.
Inoltre verrà allestito un tavolo informativo dove trovare il nuovo materiale informativo e libri e potersi unire a noi diventando soci.

Appuntamento al "Capre e cavoli" ore 19.00
Via Moretto 61/d

-> A seguire buffet vegan benefit per le attività di Essere Animali.
Costo 10 euro, con una consumazione compresa.


-> Per informazioni
brescia@essereanimali.org

lunedì 14 aprile 2014

INIZIATIVE AD APRILE DI ESSERE ANIMALI A BRESCIA


Le attività di Essere Animali si espandono anche a Brescia!

Organizzeremo eventi informativi, momenti di discussione e di incontro, con l'impegno di portare avanti campagne di protesta e di sensibilizzazione. Ogni iniziativa sarà un'occasione per mostrare, far conoscere e denunciare le numerose forme di sfruttamento, di abuso e di privazioni cui sono vittime gli animali. Sta a noi dimostrare quanto sia semplice attivarsi i prima persona verso il cambiamento, nelle scelte di ogni giorno, nei gesti quotidiani, sempre nel rispetto di tutti gli esseri viventi.

▸▸ Le nostre prossime iniziative a Brescia:

SABATO 19 > Presidio per promuovere la scelta vegan
Largo Formentone, ore 15.30.
Evento: https://www.facebook.com/events/812424795453371

MERCOLEDI' 23 > Presentazione di Essere Animali e aperitivo vegan 

Ore 19.00 presso bar Capre e Cavoli in via Moretto 61/d.
Evento: https://www.facebook.com/events/1405178209753803

Siamo molto contenti di affidare la divulgazione del messaggio che contraddistingue Essere Animali a nuovi attivisti e poter allargare il nostro orizzonte di azione. Essere presenti nelle piazze e nella strade di sempre più città italiane è un obiettivo primario della nostra associazione, per diffondere un messaggio di consapevolezza e cercare di cambiare la società e abolire lo sfruttamento degli #animali.

Se vuoi aiutare le nostre attività scrivi a brescia@essereanimali.org

-> Seguici su Essere Animali

IL COLLETTIVO ANTISPECISTI LIBERTARI BRESCIA SOTIENE ESSERE ANIMALI SUL TERRITORIO

Numerose sono state le protese, i presidi, le iniziative informative promosse dal nostro collettivo, in quasi tre anni di attività, così come le collaborazioni con realtà a noi affini, unite all'appoggio e al sostegno in alcune campagne di rilievo.

Per questi motivi supportiamo, appoggiamo e sosteniamo l'associazione antispecista Essere Animali, che da oggi si espande anche a Brescia, in quanto condividiamo pienamente metodi di lotta, strategia, filosofia e obiettivi.

Crediamo altresì sia importante mantenere attiva la presenza di una realtà locale antispecista che affronti con determinazione, impegno e serietà quelle tematiche legate allo sfruttamento animale e umano che sono parte unica della lotta per la liberazione.

Per contatti e informazioni ALBS-Antispecisti Libertari Brescia:
email: antispecistilibertari@gnumerica.org

Per contatti e informazioni Essere Animali:
email: brescia@essereanimali.org | info@essereanimali.org


giovedì 13 febbraio 2014

BRESCIA | PROIEZIONE DI 'MAXIMUM TOLERATED DOSE'

 
BRESCIA | PROIEZIONE DI 'MAXIMUM TOLERATED DOSE'
VENERDÌ 21 FEBBRAIO
CASA DELLE ASSOCIAZIONI
VIA CIMABUE, 16
BRESCIA

>> INGRESSO LIBERO <<


lunedì 3 febbraio 2014

BRESCIA | PROIEZIONE DI 'MAXIMUM TOLERATED DOSE'


VENERDÌ 21 FEBBRAIO
CASA DELLE ASSOCIAZIONI
VIA CIMABUE, 16
BRESCIA


>> INGRESSO LIBERO <<

> Condividi, diffondi e partecipa all'evento
www.facebook.com/events/187214141487666

Maximum Tolerated Dose narra le storie di chi ha avuto a che fare con la sperimentazione animale e ha deciso di cambiare strada: storie di tecnici di laboratorio e scienziati che, in seguito a dolorosi percorsi personali e profonde riflessioni etiche, hanno cambiato il loro punto di vista sull'utilizzo di animali nei laboratori.
Ma non parla solo di loro. In questo documentario si intrecciano ovviamente anche le storie dei protagonisti della ricerca, coloro che non hanno scelto di esserlo: gli animali.

Con questa serata vogliamo fornire uno spaccato sul dietro le quinte della ricerca nei laboratori, mostrando un dilemma etico che il mondo scientifico e la nostra società devono affrontare con serietà e urgenza.

Maximum Tolerated Dose è un documentario non cruento, adatto a tutti i tipi di pubblico, che tratta e approfondisce un argomento di estrema attualità.

Ore 19.30 - Buffet vegan benefit (contributo richiesto 4 euro)

Ore 20.30 - Presentazione a cura del collettivo Antispecisti Libertari Brescia e del Comitato Montichiari contro Green Hill

Ore 21.00 - Proiezione film Maximum Tolerated Dose

Ore 22.15 - "Etica e sperimentazione animale, un dibattito ancora aperto" a cura di Claudio Pomo, responsabile campagne di Essere Animali

La serata è organizzata in collaborazione da:
Antispecisti Libertari Brescia
Comitato Montichiari contro Green Hill
Essere Animali

domenica 19 gennaio 2014

SABATO 25 GENNAIO | BRESCIA FLASH MOB IN SUPPORTO ALLA CAMPAGNA VISONILIBERI


SABATO 25 GENNAIO | BRESCIA
FLASH MOB IN SUPPORTO ALLA CAMPAGNA VISONILIBERI


--> Per partecipare al flash mob e per avere informazioni è necessario scrivere una mail a:
antispecistilibertari@gnumerica.org (con oggetto flashmob)

--> Luogo, orario e modalità della protesta verranno comunicati solo privatamente.

--> Ognuno avrà un ruolo preciso quindi per noi è fondamentale sapere quante persone saranno realmente presenti.

Una giornata di informazione e di mobilitazione per dare visibilità e forza alla campagna VisoniLiberi, per chiedere la chiusura definitiva di tutti gli allevamenti di animali da pelliccia in Italia.

Sono 200.000 i visoni che ogni anno vengono uccisi nelle camere a gas degli allevamenti italiani: migliaia di piccoli corpi scuoiati diventeranno scarti della lavorazione mentre il loro manto verrà lavorato e trasformato in pellicce e inserti.

Una vita in gabbia in nome del profitto e della vanità.
Tutta questa sofferenza deve avere fine.

--> Per maggiori informazioni:
www.visoniliberi.org
www.essereanimali.org

Gli animali vogliono essere liberi!
Antispecisti Libertari Brescia

lunedì 13 gennaio 2014

CENA VEGAN BENEFIT PER IL COORDINAMENTO FERMARE GREEN HILL + CONCERTO



VENERDÌ 17 GENNAIO
ORE 20.30
MAGAZZINO 47
VIA INDUSTRIALE 10 - BRESCIA


DALL'ANTIPASTO AL DOLCE
CONTRIBUTO 10 EURO (acqua, vino rosso e pane compresi)

> Condividi, diffondi e partecipa all'evento
www.facebook.com/events/1374473166147381/

>> PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA ENTRO IL 15 GENNAIO! <<
PER PRENOTAZIONI chiamare Radio Onda d'Urto allo 030 45670
oppure scrivere a: antispecistilibertari@gnumerica.org

Durante la serata sarà allestito un tavolo informativo con materiale sul veganismo, sulla liberazione animale e magliette benefit del Coordinamento Fermare Green Hill.

A SEGUIRE CONCERTO CON:
GAB DE LA VEGA
(Acoustic Punk/Folk)
www.facebook.com/gabdelavegamusic
www.gabdelavega.bandcamp.com

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20 Marzo 2012 - Il Coordinamento Fermare Green Hill, per porre nuovamente l’attenzione sull’allevamento di Montichiari, organizzò un'azione nella quale ci siamo incatenati per il collo alle grate della porta e delle finestre degli uffici di Green Hill.

Per quell’azione di disobbedienza civile nei giorni scorsi sono state recapitate a casa di dieci persone le citazioni a giudizio emesse dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Brescia.
L’udienza si terrà il 7 febbraio 2014.

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Aiutaci a diffondere questo evento!
Invita i tuoi contatti, soprattutto chi risiede in zona Brescia e provincia.

Grazie!
Antispecisti Libertari Brescia

mercoledì 27 novembre 2013

PRESIDIO CONTRO L’ALLEVAMENTO DI VISONI DI MONTIRONE


Il Consiglio di Stato si riunirà giovedì 28 novembre per decidere le sorti dell’allevamento di visoni sito in Montirone (BS), già chiuso nel 2012 con ordinanza comunale e poi riaperto grazie al TAR.

In attesa che il Consiglio di Stato si pronunci sul ricorso contro la sentenza del TAR, vogliamo mantenere alta l’attenzione organizzando un’iniziativa proprio a Montirone, dove è attivo l’allevamento di proprietà della famiglia De Poli.

Purtroppo, con molta probabilità, anche quest’anno gli animali sono già stati selezionati e scuoiati.
All’interno delle gabbie dovrebbero trovarsi in questo momento solo le fattrici e i riproduttori, questi individui verranno utilizzati per far sì che il ciclo produttivo continui, così da far nascere i cuccioli che diventeranno a loro volta schiavi e vittime dell’industria della pelliccia.

Un’attività, in altri termini, che lucra sulla vita di migliaia di esseri viventi e che se non verrà fermata, continuerà indisturbata.

Per questo sabato 7 dicembre si svolgerà un corteo con concentramento alle ore 14.00 in piazza A. Manzoni, che terminerà con un presidio a partire dalle ore 15.00 in via Giardino all’altezza dell’allevamento di visoni.

SABATO 7 DICEMBRE
ORE 14.00 ---> concentramento in piazza A. Manzoni
ORE 15.00 ---> presidio davanti all’allevamento in via Giardino
MONTIRONE (BS)

La tua partecipazione è importante, insieme possiamo fare la differenza!

Gli animali vogliono essere liberi!
Antispecisti Libertari Brescia
Comitato Montichiari contro Green Hill

giovedì 21 novembre 2013

PRESIDIO DAVANTI AL DISTRETTO VETERINARIO ASL


MERCOLEDI' 27 NOVEMBRE
ORE 14.30
VIALE DUCA DEGLI ABRUZZI, 15
BRESCIA


PER CHIEDERE CHE VENGANO COMPIUTI ULTERIORI CONTROLLI CIRCA LA PRESENZA DELL'ALLEVAMENTO DI MONTIRONE

> Condividi e partecipa all'evento
www.facebook.com/events/1431139837100930/

Per dare ancora più forza alla protesta mail indirizzata all'ASL e ARPA di Brescia, organizzeremo un presidio davanti al Distretto Veterinario ASL perché le nostre perplessità e le nostre domande necessitano di una risposta celere.

In attesa che il Consiglio di Stato si pronunci, faremo tutto quello che ci è possibile affinché l’allevamento di visoni presente a Montirone interrompa la sua attività.

L'allevamento di visoni si può ancora chiudere!
Antispecisti Libertari Brescia

lunedì 11 novembre 2013

DIES FASTI 2013

DIES FASTI 2013

 


GIOVEDI' 14 NOVEMBRE
ORE 15.00
AULA A --> ESSERE VEGAN, NEL RISPETTO DI TUTTI GLI ESSERI VIVENTI
Presso il liceo A. Calini
BRESCIA

> Diffondi e partecipa al dibattito
www.facebook.com/events/1419970204898720

Essere vegan significa scegliere di consumare prodotti che non derivino dallo sfruttamento, dalla sofferenza e dalla morte di animali.

Una scelta etica nel rispetto di tutti gli esseri viventi, a prescindere dalla specie di appartenenza, e critica nei confronti di un sistema che rende schiavi milioni di animali in tutto il mondo.

Un cambiamento culturale è possibile, anche nel quotidiano, ognuno di noi può fare la differenza.

venerdì 8 novembre 2013

PRESIDIO SCENOGRAFICO IN SUPPORTO ALLA CAMPAGNA VISONI LIBERI



SABATO 23 NOVEMBRE
ORE 16.00
CORSO ZANARDELLI
BRESCIA

> Condividi, diffondi e partecipa all'evento
https://www.facebook.com/events/211066739075459/

Poche persone sono a conoscenza che in provincia di Brescia sono attivi due allevamenti di visoni. Per questo motivo saremo in strada per far sapere che ancora oggi esistono luoghi in Italia dove migliaia di esseri viventi vengono allevati per la produzione di pellicce.

A Montirone, in via Palazzo 74, la famiglia De Poli alleva 4.000 individui.
A Carzago della Riviera, in località Campagnolo 7, Cerri Giuseppe, alleva 4.000 visoni.

Ciò che interessa agli allevatori è il profitto, per loro gli animali non sono altro che oggetti, merce. In questo periodo, dopo aver selezionato gli animali da destinare alla riproduzione, verranno abbattuti gli esemplari di 7-8 mesi per soddisfare il mercato dell'industria della pelliccia.

Ognuno di noi però può decidere di spezzare le catene della sofferenza, della privazione e della tortura scegliendo di acquistare capi di abbigliamento, stivali, borse, guanti e accessori privi di pelle o di inserti di pelliccia.

Vogliamo essere la voce di tutti gli individui schiavi ricordando che, oltre ai visoni, anche le galline, i tacchini, i maiali, i pesci vorrebbero essere liberi.

Dalla parte delle vittime dello specismo.
Antispecisti Libertari Brescia
Comitato Montichiari Contro Green Hill

> Per maggiori info visita il sito: www.visoniliberi.org

> Firma e diffondi la petizione per chiedere l'abolizione degli allevamenti di visoni in Italia: www.visoniliberi.org/petizione


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ALCUNE PRECISAZIONI IMPORTANTI CIRCA LA PROTESTA:

Ci sembra doveroso sottolineare quali saranno le modalità della nostra iniziativa.

Non saranno tollerati atteggiamenti e simboli che si rifanno a idee e contenuti di matrice razzista, sessista, specista, xenofoba e omofoba.
Non saranno altresì accettati atteggiamenti fisicamente e verbalmente aggressivi, offensivi e di stampo denigratorio.

Crediamo che la lotta per la liberazione animale possa raggiungere il suo pieno potenziale attraverso una critica nei confronti della società umana in cui viviamo e attraverso uno smantellamento di tutte quelle idee e pratiche che autorizzano e legittimano la violenza del più forte sul più debole, la prevaricazione e lo sfruttamento.

Invitiamo chiunque partecipi a questa iniziativa a non permettere ad eventuali provocatori e provocatrici di rovinare questa protesta e di inquinare con la loro presenza il messaggio contro lo sfruttamento e la prevaricazione del più forte sul più debole di cui questa protesta si fa portavoce.

Ringraziamo anticipatamente tutti e tutte coloro che parteciperanno in maniera positiva, seria e costruttiva a questa protesta.

mercoledì 9 ottobre 2013

PRESIDIO INFORMATIVO IN SUPPORTO ALLA CAMPAGNA ’VISONI LIBERI’





Il collettivo ‘Antispecisti Libertari Brescia’ e il ‘Comitato Montichiari contro Green Hill’, organizzano un presidio informativo in supporto alla campagna ‘Visoniliberi’ promossa dalle associazioni ‘Nemesi Animale’ e ‘essereAnimali’.

> Sito della campagna
www.visoniliberi.org


Sappiamo che il Comune di Montirone ha presentato il ricorso al Consiglio di Stato, dopo l’ inaspettata sentenza del T.A.R. - Tribunale Amministrativo Regionale - che diede ragione alla famiglia Bellina-De poli, permettendo a quest’ultima di continuare indisturbata la sua attività.

Crediamo che sia stato doveroso da parte del Comune di Montirone presentare ricorso in quanto l’allevamento di visoni pare non rispetti affatto le regolamentazioni circa le distanze dalle abitazioni, tanto meno le normative di igiene, questioni tecniche sulle quali saranno i giudici a pronunciarsi. Crediamo ugualmente che sia necessario da parte nostra proseguire con l’attività di informazione e di protesta sul territorio, in quanto c’è in gioco la vita di migliaia di animali.

Durante il presidio raccoglieremo anche le firme per chiedere la chiusura dell’allevamento di visoni per porre fine a questa assurda attività.

SABATO 19 OTTOBRE
ORE 15.30
PIAZZA A.MANZONI
MONTIRONE (BS)


L’allevamento di visoni si può ancora chiudere!

Antispecisti Libertari Brescia
Comitato Montichiari contro Green Hill
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** Prossimi appuntamenti **
Sabato 2 novembre
Presidio a Montirone (Bs)
A breve maggiori informazioni.

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ALCUNE PRECISAZIONI IMPORTANTI CIRCA LA PROTESTA:

Ci sembra doveroso sottolineare quali saranno le modalità della nostra iniziativa.

Non saranno tollerati atteggiamenti e simboli che si rifanno a idee e contenuti di matrice razzista, sessista, specista, xenofoba e omofoba.
Non saranno altresì accettati atteggiamenti fisicamente e verbalmente aggressivi, offensivi e di stampo denigratorio.

Crediamo che la lotta per la liberazione animale possa raggiungere il suo pieno potenziale attraverso una critica nei confronti della società umana in cui viviamo e attraverso uno smantellamento di tutte quelle idee e pratiche che autorizzano e legittimano la violenza del più forte sul più debole, la prevaricazione e lo sfruttamento.

Invitiamo chiunque partecipi a questa iniziativa a non permettere ad eventuali provocatori e provocatrici di rovinare questa protesta e di inquinare con la loro presenza il messaggio contro lo sfruttamento e la prevaricazione del più forte sul più debole di cui questa protesta si fa portavoce.

Ringraziamo anticipatamente tutti e tutte coloro che parteciperanno in maniera positiva, seria e costruttiva a questa protesta.

giovedì 25 aprile 2013

A PROPOSITO DI LIBERAZIONE ANIMALE, NEL GIORNO DELLA LIBERAZIONE DAL FASCISMO



 Sempre più spesso si sente parlare di liberazione animale. Sempre più persone stanno acquisendo nel proprio vocabolario questa espressione, che, nell'essere ripetuta più e più volte, spesso a sproposito, può perdere il suo incisivo e reale significato.

La parola 'liberazione' evoca nella propria etimologia il termine libertà; probabilmente uno dei valori più importanti della società umana. Chiunque si consideri in qualche modo libero o che riconosca l'importanza di una lotta per la propria libertà o per quella collettiva, vede in questo valore uno dei capisaldi di qualsiasi società evoluta.
Eppure non solo l'essere umano è in grado di creare gabbie e sbarre per i propri simili, siano esse concrete come le mura di una prigione,  il filo spinato di un CIE, o impalpabili come quelle alimentate da una visione distorta, retrograda e non paritaria della struttura della società umana stessa, ma pone in una condizione di schiavitù, di privazione forzata della libertà, miliardi di individui ogni anno, in ogni parte del mondo.
Individui privati di un diritto riconosciuto inalienabile in una società evoluta, per una discriminazione basata sulla differenza di specie.

Eppure, amiamo la libertà in quanto componente della società umana, o amiamo la libertà in quanto tale, in quanto valore altissimo e nobile, per il cui ottenimento è lecito lottare e mettersi in gioco in prima persona fino all'ultimo?
La libertà resta libertà, nel modo in cui può essere vissuta da un essere umano così come da un qualsiasi altro individuo di un'altra specie. Anzi, forse è solo l'essere umano a fare un uso perverso della propria libertà, utilizzandola per andare a privare gli altri, suoi simili e non, di tale preziosa ricchezza.
L'amore per la libertà non deve quindi conoscere distinzioni. Non si può amare la libertà per un gruppo di individui, mentre si è responsabili della schiavitù di altri individui, soggiogati, sfruttati e uccisi perchè appartenenti ad una diversa specie.

Inoltre, nell'espressione “liberazione animale” esiste quell'altra componente, 'animale', così banale eppure così profonda.
Non siamo forse tutti animali? Non è l'essere umano un animale anch'esso, che cresce, nutre, accudisce i propri piccoli, per poi spingerli nel mondo, con la speranza che possano godere della luce del sole, del meglio che questo mondo possa offrire, della tanto amata libertà?
Cosa ci renderebbe diversi dalle altre specie? La capacità di prevaricare gli altri, la capacità di sottomettere e svilire i nostri simili o gli appartenenti alle altre specie? E se la peculiarità dell'essere umano fosse quella di saper cercare il bene dei propri simili, così come delle altre specie, la libertà degli individui e della collettività, non sarebbe forse un mondo migliore?

Eppure anche oggi, 25 aprile 2013, mentre rivendichiamo il grido di libertà di chi si è immolato per la fine della dittatura fascista, mentre rilanciamo il desiderio di lottare contro le ingiustizie e le discriminazioni che ancora serpeggiano all'interno della società umana, miliardi di individui si trovano in prigionia, sfruttati e uccisi, mercificati ad uso e consumo umano.

E allo stesso tempo, mentre molte persone prendono confidenza con gli aspetti, talvolta i più superficiali e immediati, del concetto di “liberazione animale”, c'è chi vorrebbe vedere il dono della libertà solo per gli schiavi non umani, non curandosi affatto della violenza, dell'oppressione, delle gabbie che cingono e costringono molti animali umani, sotto varie forme, tutte modellate dal più maligno autoritarismo, un concentrato di feroce prevaricazione.

Per questo, chi vuole la liberazione, chi vuole la libertà, non può volere il fascismo. Perchè il fascismo è per definizione dittatura, coercizione, violenza, sopruso; il fascismo è la non-libertà.
Il fascismo è la negazione di tutto ciò che è vita, tutto ciò che è il naturale, istintivo desiderio, di ogni animale, umano o non umano che sia, di essere libero.
Il fascismo non è un'idea. Il fascismo non è un'opinione. E' la negazione di tutte le idee e di tutte le opinioni. Un non-dialogo in cui le battute sono già sistematicamente predisposte e scritte, senza libertà alcuna per voci al di fuori dal coro. Una gabbia di ferro per una società assoggettata, schiavizzata, in cui anche il solo desiderio di libertà, per sé o per altri individui, non è contemplabile.

La lotta per la liberazione animale non è una lotta che parte dall'amore per gli animali. E' una lotta che parte dall'amore per la libertà, per tutte le specie, umani e non umani.
A prescindere dall'etnia, dal genere, dall'orientamento sessuale o dalla specie di appartenenza, tutti noi, individui che popoliamo e condividiamo questo Pianeta, vogliamo la libertà. Una libertà che può esistere solo nel momento in cui si consente agli altri di essere liberi. Per questo non devono esistere più gabbie e non devono esistere più schiavi.
Chi ama la libertà non può amare il fascismo.

Liberazione animale è liberazione umana; liberazione umana è liberazione animale.

Per la libertà, oggi e sempre!
Antispecisti Libertari Brescia

mercoledì 24 aprile 2013

24 APRILE | GIORNATA MONDIALE PER GLI ANIMALI DEI LABORATORI



INTERVISTA A UNA EX-RICERCATRICE 
DELL’ UNIVERSITA’ DI BRESCIA


ABBATTIAMO IL MURO DI SILENZIO !






 

Sono passati tre anni dal 24 aprile 2010, giorno della prima manifestazione nazionale a Montichiari indetta dal Coordinamento Fermare Green Hill, e dal quel momento la lotta antivivisezionista ha tolto in modo sempre più determinato la coltre di silenzio sotto la quale l’industria farmaceutica ha operato per troppi anni. I vivisettori hanno ormai un nome e un volto, così come sono stati smascherati i 600 centri di ricerca e laboratori autorizzati dal Ministero della Salute in cui trovano la morte migliaia di individui ogni anno.

Ma il 24 aprile si celebra la giornata mondiale per gli animali dei laboratori, una giornata in cui si ricordano le vittime di una ricerca eticamente inaccettabile e ingiustificabile.


Proprio sabato scorso a Milano cinque attiviste/i del Coordinamento Fermare Green Hill hanno occupato il quarto piano del Dipartimento di Farmacologia dell’Università di Milano. Dopo una giornata intera di contrattazione con i responsabili della facoltà, le/gli attiviste/i sono riusciti a liberare centinaia di topi e un coniglio.
Il 20 aprile è stata quindi una giornata storica sia del movimento di liberazione animale e che del movimento antivivisezionista.

Qualche tempo fa, dopo aver letto una testimonianza da noi precedentemente condivisa, ci ha contattati una persona che desiderava raccontandoci il proprio percorso universitario post laurea. Percorso che ha poi abbandonato, dedicando la propria educazione e vita ad altri scopi.
Vogliamo dare spazio anche al pensiero scientifico antivivisezionista ed è per questo che abbiamo deciso di pubblicare, soprattutto dopo questi ultimi eventi, questa intervista ad un ex-ricercatrice della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli studi di Brescia.
Giorno dopo giorno il muro di silenzio viene abbattuto e questo documento ne è la testimonianza.

Contro lo specismo – per la liberazione animale
ALBS - Antispecisti Libertari Brescia

www.antispecistilibertari@gnumerica.org
infoline: 3312183383



INTERVISTA A UNA EX-RICERCATRICE DELL’UNIVERSITA’ DI BRESCIA

La realtà che ne emerge è sconfortante e naturalmente per tutelarla resterà anonima. Questo è ciò che ci ha raccontato:

D: Come ti sei avvicinata all'università di Brescia, qual'é stato il percorso che ti ha portato nei laboratori in cui si pratica la vivisezione?

R: Partendo dal mio percorso universitario, nel 2002 ho conseguito una laurea in biotecnologie a Milano, poiché a Brescia ancora non esisteva il corso. Dato che in quel periodo questo corso di studi era considerato pionieristico, avendo sempre avuto una grande passione per la scienza e mi sembrò un percorso obbligato. Abitando io in provincia di Brescia, volevo avvicinarmi a casa, però continuando il percorso della ricerca, quindi immediatamente dopo la laurea portai il mio curriculum all'università di Brescia dove uno dei professori a cui lo sottoposi trovò interesse nella mia tesi e cominciai successivamente a lavorare come ricercatrice con una borsa di studio.

D:Un dottorato?

R: All'inizio no, si tratta di borse di studio di 3 mesi, che vengono usate come metodi per testare le persone. Prima di darti la possibilità di avviare un dottorato, questo tipo di collaborazioni danno modo ai professori di capire se si ha le risorse e le capacità per continuare il percorso.
Il concorso per il dottorato è stato l'anno successivo. Ho vinto questo concorso arrivando prima e aggiudicandomi il dottorato, rimanendo quindi nel laboratorio dove lavoravo da ormai un anno. I miei compiti non sono cambiati, se non per il fatto che alle volte tenevo delle lezioni per i ragazzi dell'università. Per quanto riguarda il laboratorio, ho continuato a lavorare al bancone.

D: Cosa significa lavorare al bancone?

R: Eseguivo esperimenti di biologia molecolare. In particolare dove lavoravo io si conducevano esperimenti su culture cellulari, ma anche su materiale proveniente da animali. L'università è dotata di uno stabulario, quindi venivano usati tessuti e organi provenienti direttamente dagli animali detenuti in quest'ultimo.

D: Hai un'idea generale di quali e quanti animali si trovavano nello stabulario, nel periodo in cui hai lavorato lì?

R: Gli animali nello stabulario sono topi e ratti. La quantità è stimabile in qualche centinaia. Gli ordini effettuati mensilmente richiedevano alle volte fino a 50-60 animali per volta. Gli animali non rimangono a lungo nello stabulario, perché dal loro arrivo passa difficilmente più di un mese prima che vengano uccisi. Quindi deve esserci un grosso ricircolo.

D: Hai mai dovuto eseguire esperimenti su questi animali?

R: All'inizio mi sono sempre rifiutata di avere a che fare con l'animale vivo, pertanto quello che arrivava a me erano i tessuti. Però questi esperimenti venivano fatti, e io ho dovuto assistervi, perché quando sei un ricercatore e ti dicono che devi scendere in stabulario, ci devi andare. Quindi per quanto ti rifiuti di vedere o avere a che fare con certi aspetti della ricerca, nell'arco degli anni ti capita di entrarvi a contatto. E a me è capitato.

D: Che tipo di esperimenti vengono svolti in università, oltre quelli sui tessuti di cui mi hai parlato?

R: In particolare dove lavoravo io, la ricerca verte sul sistema nervoso, in particolare sulle malattie degenerative. Uno dei tipici esperimenti a cui ho assistito personalmente dall'inizio alla fine, è la lesione neuronale. Le malattie degenerative, come morbo di Parkinson o Alzheimer comportano a livello fisiologico la degenerazione progressiva dei neuroni di una particolare area cerebrale. Per simulare questo nell'animale, viene lesionata l'area che si intende studiare.

D: Questo come avviene?

R: Praticamente, si usano degli atlanti stereotassici (veri e propri atlanti delle aree del cervello degli animali). Ad ogni pagina dell'atlante corrispondono delle coordinate in nanometri. L'animale viene poi inserito nell'apparato stereotassico, che è una sorta di gabbia che viene infilata sulla testa dell'animale. Si esegue un'anestesia; successivamente con un ago, orientandosi con le coordinate dell'atlante si inetta una sostanza che degenera i neuroni dell'area interessata. Quando l'animale si risveglia, presenta dei sintomi simili a quelli della malattia che si desidera simulare. Dopodiché cosa succede? Dopo un periodo di tempo l'animale viene sacrificato, il cervello viene asportato e si analizzano le aree interessate dalla patologia.

D: Considerati gli esperimenti che hai visto e che sai che si praticano all'interno dell'università di Brescia, ritieni giusto parlare di benessere animale?

R: Assolutamente no. In primo luogo vengono costretti a vivere a ciclo invertito. Essendo topi e ratti animali notturni, il ciclo di luce e buio è invertito in modo che gli animali siano attivi durante il giorno, quando i ricercatori eseguono gli esperimenti. Però è chiaro che non è fisiologico. Sono costretti a ritmi circadiani completamente invertiti e artificiali. Inoltre, per esempio, al loro arrivo dalla ditta, i ratti vengono messi in gabbia a due a due, e lì vengono lasciati per 24 ore ad ambientarsi, prima che vengano sottoposti ai primi esperimenti. In molti casi, a cui ho assistito personalmente, gli animali vengono fatti riprodurre nello stabulario, il che significa andare incontro ad una consanguineità elevata, che porta velocemente (considerato il ciclo riproduttivo dei roditori) ad alterazioni negli animali. Ovviamente alcune femmine vengono sottoposte a cicli riproduttivi continui, che porta ad una serie di complicazioni fisiologiche e psicologiche per l'animale. I topi allevati nello stabulario sono detenuti in quattro esemplari per gabbia, per distinguerli l'uno dall'altro gli vengono praticati dei buchi nelle orecchie, a destra, a sinistra, su entrambe o nessuno. A ognuno di loro viene eseguito un test del DNA, attraverso l'analisi di una parte della coda che viene loro amputata.

D: Hai mai provato empatia nei confronti di questi animali? Cos'hai provato quando ti sei confrontata con la necessità di assistere o praticare a questi esperimenti?

R: Certe cose ti colpiscono, come il vedere che vengono catalogati e trattati come oggetti. Già in ambito universitario, sei un po' obbligato a confrontarti con certi aspetti della sperimentazione animale. Seppur io abbia scelto argomenti di studio che si allontanavano da argomenti che prevedevano l'impiego di esperimenti sugli animali, e abbia fatto il possibile per tenermene a distanza, sapevo a cosa andavo incontro. Certo è che una volta arrivato in sede di ricerca, in base all'ambito c'è un utilizzo più o meno elevato degli animali. Non tutti gli studi prevedono l'impiego di animali o di tessuti provenienti da essi. Purtroppo il reparto in cui sono finita io era uno di quelli che ne faceva uso. Ho cercato il più possibile di sottrarmi a questi esperimenti. Nel momento in cui però ho visto che, andando avanti nel mio cammino, avrei dovuto per forza sottoporre gli animali a questa pratica, la mia reazione è stata quella di abbandonare. Non me la sono sentita di intraprendere un percorso che mi avrebbe inesorabilmente portato verso la pratica diretta della sperimentazione animale.

D: La legge italiana prevede l'obiezione di coscienza, ha mai conosciuto qualcuno che abbia fatto questa scelta? I professori danno modo in intraprendere percorsi alternativi a quelli che prevedono la sperimentazione animale?

R: La legge lo consente, è vero. Ma è anche vero che lo studente si ritrova nella posizione di dover accettare ciò che gli viene imposto, ad esempio mi ricordo di una ragazza che venne a proporre una tesi all'università di Brescia, dichiarando però di essere obiettrice e quindi non voleva utilizzare animali. Non è stata proprio maltrattata, ma gentilmente invitata a recarsi altrove. Ci sono come ripeto dei filoni di ricerca in cui l'animale non viene utilizzato, che guarda caso sono quelli che danno i risultati più importanti. Però laddove è prevista la sperimentazione sugli animali, si assume ovviamente persone che non si sottraggono alla pratica.

D: Secondo te c'è un meccanismo che consente a chi esegue gli esperimenti di escludere i sentimenti di spontanea e naturale compassione ed empatia nei confronti di questi esseri senzienti?

R: Quello che posso dirti è che, quando sei in università, credi così tanto nel percorso della ricerca che vedi certe cose sotto una luce differente. Per cui quando i professori ti dicono che quel particolare esperimento serve a ricercare quel particolare farmaco, ovviamente ci credi. Dentro di te ti dici che ti dispiace per l'animale che sacrifichi, ma per un bene più grande e la possibilità di salvare delle persone vale la pena di farlo.

D: I professori sono effettivamente figure autorevoli, agli occhi dei loro studenti.

R: Assolutamente. Riponi fiducia nella ricerca, nelle persone che incontri e nel sistema. Pian piano però ti accorgi che non è così. Io, mano a mano che proseguivo nel mio percorso, mi rendevo conto che alcuni esperimenti erano totalmente inutili, è a quel punto che si comincia a capire che ci sono altre strade più valide.

D: Ci sono altre dinamiche quindi che portano chi pratica la vivisezione a non rendersi conto dell'infruttuosità dei sistemi che usano?

R: Molti non hanno alcun tipo di sensibilità nei confronti degli altri animali. Partono quindi con un vantaggio sugli altri perché non hanno il minimo scrupolo. Non considerano l'animale come un essere senziente e degno di non soffrire per mano dell'essere umano. Per quelli che invece magari sono cresciuti con un senso di rispetto nei confronti degli animali, si innesca inevitabilmente un meccanismo di difesa che assopisce questo sentimento. Quindi devi essere effettivamente vigile e devi renderti conto di quello che stai facendo, perché ad un certo punto è necessario aprire gli occhi.

D: Considerata appunto la tua esperienza, pensi che esista una ragione valida per praticare la vivisezione?

R: No. Secondo me no, perché tutti gli esperimenti che ho avuto modo di osservare nella mia permanenza all'università di Brescia, erano pratiche finalizzate esclusivamente alla pubblicazione. Cioè, prendo venti ratti, lesiono loro alcune aree neuronali, poi li uccido e ne estraggo il cervello per analizzarlo e poi infine pubblicare i risultati. Quindi ciò che emerge dagli esperimenti è completamente fine a sé stesso, sennonché quella pubblicazione mi vale il primo nome su di una rivista di successo. Conseguentemente Telethon, o il finanziamento a cui miro, arriverà a me. Cosicché, con quei soldi, io possa finanziare una nuova ricerca finalizzata ad un'altra pubblicazione e un altro finanziamento... e via dicendo.
Non sto dicendo che l'intero mondo della ricerca funziona così. Ci sono ricerche mosse dall'interesse scientifico e con fini nobili, ma la maggior parte delle ricerche, soprattutto quelle che impiegano animali hanno come ultimo e unico fine quello di ottenere risorse da investire in altre ricerche dello stesso genere.

D: Qual'é stato, se c'è stato, il momento critico che ti ha portato ad abbandonare il mondo della sperimentazione animale?

R: Non c'è stato un vero e proprio episodio scatenante. Si è trattato di un percorso interno e personale. Era sempre più difficile credere in ciò che stavamo facendo, di fronte alla realtà dei fatti che tutto quello che ottenevamo di anno in anno erano esclusivamente delle pubblicazioni su riviste prestigiose, ma nessun risultato veniva conseguito se non quello di ottenere un finanziamento da applicare l'anno seguente per fare lo stesso esperimento con un altro farmaco, o cambiando animale. Quindi pian piano vedi gli orrori che questi esseri viventi sono costretti a subire, vedi che la loro sofferenza non porta nessun tipo di risultato e apri gli occhi.

D: Lungo il tuo percorso hai mai avuto modo di confrontarti con esponenti del movimento antivivisezionista etico e antispecista? Ti è mai successo di avere discussioni con qualcuno sulla sperimentazione animale?

R: No. Quando sei in quell'ambiente vivi come in una bolla e certe argomentazioni passano in sordina. Non sono entrata in contatto con certe posizioni fino al momento in cui ho abbandonato l'università di Brescia. Quando ho interrotto il mio dottorato, dall'oggi al domani, me ne sono andata nelle ire dei miei professori, che si aspettano da te molta gratitudine per il percorso di prestigio che ti consentono di compiere.

D: Se potessi oggi parlare con un vivisettore, o alla futura generazione di ricercatori, cosa vorresti dire loro?

R: Il mio attuale lavoro consiste nel confrontarmi con i ragazzi che poi un giorno forse sceglieranno questo percorso. Siccome fortunatamente continuo ad insegnare scienze, cerco di trasmettere ai ragazzi proprio questo messaggio, cioè che la ricerca è importante, ma deve essere una ricerca non autoreferenziale e finalizzata a sé stessa, ma al vero progresso. Progresso che non è la vivisezione.
Parlare con i ragazzi mi dà molta soddisfazione, perché dimostrano di capire. La mia preoccupazione è che una volta che arriveranno all'università, si ritrovino a confrontarsi con questo o quel professore che sminuisce il loro punto di vista, e li convinca dell'irrinunciabilità della vivisezione. Quando sei all'università, sei debole.
Quindi cerco di farlo con decisione, e dove posso rimango in contatto con i ragazzi dopo che finiscono la scuola e ribadisco loro di non cedere ai diktat degli standard della ricerca sugli animali.

D: Ti capita di parlare della tua esperienza con la tua famiglia o i tuoi amici e conoscenti? Hai l'impressione che le persone abbiano la più pallida idea di cosa accade nei laboratori e negli stabulari delle loro città?

R: Purtroppo no. Da quando sono uscita di lì continuo a raccontare la mia storia. E il mio atteggiamento nei confronti della ricerca stessa è cambiato. Se prima al supermercato mi veniva chiesto un euro per Telethon l'avrei dato, oggi mi rifiuto categoricamente, perché so cosa c'è dietro. Quindi quando ho modo di sollevare la questione ne approfitto per raccontare la mia esperienza, e mi rendo conto di come la maggior parte delle persone sia completamente all'oscuro. Come se ci fosse una barriera, un muro dipinto di bianco che racconta una bugia e nasconde la realtà dei laboratori e degli stabulari.

D: Quando guardi indietro provi dei rimorsi per alcune scelte che hai fatto?

R: No. Sono molto contenta del percorso che ho fatto. Perché mi ha dato la consapevolezza per battermi armata della conoscenza e dell'esperienza diretta. Dove qualcuno mette in dubbio la validità delle mie posizioni antivivisezioniste, posso rispondere di aver vissuto personalmente la realtà dei laboratori. Avendo visto che i risultati dati dalla ricerca sugli animali non solo non valgono la sofferenza inflitta agli animali imprigionati negli stabulari, ma sono spesso finalizzati alla mera pubblicazione, posso consapevolmente dare la mia opinione.

venerdì 12 aprile 2013

SABATO 13 APRILE | BRESCIA FLASH MOB PER L’ABOLIZIONE DEGLI ALLEVAMENTI DI ANIMALI DA PELLICCIA

SABATO 13 APRILE | BRESCIA
FLASH MOB PER L’ABOLIZIONE DEGLI ALLEVAMENTI DI ANIMALI DA PELLICCIA



> Luogo e orario dell'azione verranno confermati in privato.

> Per appuntamento, info e modalità dell’azione scrivici a: antispecistilibertari@gnumerica.org (con oggetto flashmob)

Una giornata di informazione e mobilitazione in contemporanea in più città italiane. Per dare visibilità e forza alla campagna VisoniLiberi, per spingere verso la chiusura definitiva di tutti gli allevamenti di animali da pelliccia.

Sono almeno 170.000 i visoni che ogni anno vengono uccisi nelle camere a gas degli allevamenti italiani. I loro corpi saranno scuoiati e il loro manto strappato diventerà una pelliccia.
Questi animali selvatici vivono una vita in gabbia in nome del profitto e della vanità.

Tutta questa sofferenza deve avere fine.
Solo la nostra volontà e la nostra azione potranno riuscire ad ottenere questo risultato.
Ognuno di noi può fare la differenza.

> Partecipa a questa azione e diffondi la campagna: www.visoniliberi.org
  

Info:
email: antispecistilibertari@gnumerica.org
infoline: 3312183383
fb: antispecistilibertaribrescia

giovedì 4 aprile 2013

SERATA INFORMATIVA SUGLI ALLEVAMENTI DI VISONI



** SERATA INFORMATIVA SUGLI ALLEVAMENTI DI VISONI **

VENERDI’ 12 APRILE
ORE 20.30
presso la sala comunale in via V. Foppa 11/I
MONTIRONE (BS)

In supporto alla campagna ‘Visoniliberi’, il collettivo Antispecisti Libertari Brescia e il Comitato Montichiari contro Green Hill organizzano una serata informativa sugli allevamenti di visoni.

In Italia sono attivi e conosciuti 17 allevamenti di visoni, due di questi operano in provincia di Brescia, a Montirone e a Calvagese della Riviera.

A Montirone, in via Palazzo 76, è presente l’allevamento della famiglia De Poli, in cui sono prigionieri 3.500 visoni.

La vita di questi esseri viventi è dettata dalla noia, dallo stress, da comportamenti stereotipati, infatti gli animali sono costretti all’interno di gabbie molto ristrette costituite da rete metallica, compreso il fondo della gabbia. I segni di questa sofferenza sono le lacerazioni sulle teste e sulle zampe, la mutilazione degli arti causati da atti di cannibalismo e il continuo movimento frenetico e convulso. Gli individui feriti non vengono in alcun modo curati, nemmeno quelli agonizzanti perché sarebbe un intervento oneroso per l’allevatore in quanto il suo unico interesse è il prodotto finale: la pelliccia naturale del visone.

Si stima che solo in Italia vengano gassati e scuoiati 170.000 visoni.

> Visita il sito della campagna ‘Visoniliberi’
www.visoniliberi.org/

> Firma e diffondi la petizione per chiedere l’abolizione degli allevamenti di animali da pelliccia in Italia
www.visoniliberi.org/petizione/

Durante la serata: proiezione video, interventi e presentazione della campagna ‘Visoniliberi’ a cura dell’organizzazione Nemesi Animale.

VENERDI’ 12 APRILE
ORE 20.30
VIA V. FOPPA 11/I
MONTIRONE (BS)
  
INGRESSO LIBERO!
 
E’ importante denunciare e mostrare la realtà degli allevamenti di visoni e cosa sia realmente l’industria della pelliccia.
Ognuno di noi può scegliere di non essere complice di questo sterminio, decidendo di non acquistare pellicce, indumenti e accessori con inserti di pelliccia e capi in pelle.

Vi aspettiamo numerose e numerosi!
Antispecisti Libertari Brescia
Comitato Montichiari contro Green Hill

BUFFET VEGAN A SOSTEGNO DEL PROGETTO GNUMERICA.ORG



BUFFET VEGAN A SOSTEGNO DEL PROGETTO GNUMERICA.ORG

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ATTENZIONE! L'EVENTO E' STATO RIMANDATO!
LA NUOVA DATA VERRA' COMUNICATA IN SEGUITO!

Ci scusiamo per l'inconveniente. Riproporremo il nostro buffet vegan a sostegno di gnumerica.org più avanti!

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mercoledì 27 marzo 2013

SABATO 30 MARZO - VERONA CORTEO PER CHIEDERE LA LIBERAZIONE DEI 32 BEAGLE DI APTUIT (EX-GLAXOSMITHKLINE) - CONTRO LA VIVISEZIONE E PER LA LIBERAZIONE ANIMALE


SABATO 30 MARZO - VERONA
CORTEO PER CHIEDERE LA LIBERAZIONE DEI 32 BEAGLE DI APTUIT (EX-GLAXOSMITHKLINE) - CONTRO LA VIVISEZIONE E PER LA LIBERAZIONE ANIMALE

Appuntamento ore 14.30 in piazza Bra.

> Diffondi l'evento e partecipa!
www.facebook.com/events/131413377042784

> Info
www.fermaregreenhill.net

Dopo due settimane di presidio permanente davanti ai cancelli dell’azienda farmaceutica Aptuit (ex-GlaxoSmithKline) a Verona, sabato 30 marzo si terrà un corteo contro la vivisezione e per chiedere la liberazione dei 32 cani beagle prigionieri all’interno degli stabulari della multinazionale americana.

I primi di marzo un lotto di 40 cani è stato importato dagli Stati Uniti e una volta arrivati in Belgio, gli animali sono stati trasportati via terra e smistati nei centri di ricerca di Pomezia e di Verona.
Per gli 8 beagle di Pomezia non ci sarà un futuro di agonia, di dolore, di tortura nei laboratori di vivisezione, infatti grazie alle numerose proteste, il Centro di Ricerca R.T.C. del Gruppo Menarini ha deciso di rinunciare ai cani i quali sono stati affidati all’Associazione Animalista di Pomezia che ha già provveduto a collocarli in famiglia.

Vorremmo che anche per gli altri 32 beagle, già presenti negli stabulari dell’Aptuit (ex-GlaxoSmithKline), ci fosse lo stesso epilogo, infatti chiediamo l’immediata liberazione e consegna dei cani.

Ricordiamo che la Aptuit ed il Gruppo Menarini/RTC sono state entrambe per lungo tempo clienti di Green Hill, la fabbrica di cani beagle di Montichiari (BS). In questi luoghi vengono torturati migliaia di esseri viventi ogni anno, non solo cani ma soprattutto topi, ratti, conigli. Talvolta anche primati.

La nostra determinazione ci porta a lottare per tutti gli esseri viventi, indipendentemente dalla specie di appartenenza, e a scardinare quel sistema che considera gli animali non-umani come numeri, merce, oggetti. Siano essi maiali, tacchini, galline, topi, visoni, pesci, la sofferenza è la medesima, così come la privazione della libertà.

Ormai il muro di silenzio è stato infranto, così come è stato infranto il velo di segretezza che da troppo tempo ha permesso ai vivisettori di operare nella più totale libertà e nella più totale riservatezza. I vivisettori, così come i 600 centri di ricerca presenti sul territorio nazionale e connessi alla sperimentazione, autorizzati dal Ministero della Salute, hanno ormai un volto ed un nome.

Contro lo specismo e per la liberazione animale !
Freccia 45 - Comitato Montichiari Contro Green Hill - Coordinamento Fermare Green Hill

mercoledì 20 marzo 2013

** EVENTO RIMANDATO A DATA DA DESTINARSI ** - PROTESTA SCENOGRAFICA PER L’ABOLIZIONE DEGLI ALLEVAMENTI DI VISONI


** EVENTO RIMANDATO A DATA DA DESTINARSI **



SABATO 30 MARZO
ORE 15.30
CORSO PALESTRO - ANGOLO CONTRADA SANTA CROCE
BRESCIA


> Evento:
www.facebook.com/events/384086035031810/

Il collettivo ‘Antispecisti Libertari Brescia’ e il ‘Comitato Montichiari contro Green Hill’, organizzano una protesta scenografica contro l’industria della pelliccia in supporto alla campagna Visoniliberi, promossa da ‘essereAnimali’ e ‘Nemesi ‘Animale’.

Queste organizzazioni hanno diffuso un’investigazione, frutto di un lavoro di documentazione durato ben 18 mesi , che svela le condizioni di prigionia, di schiavitù, di detenzione e di sofferenza di migliaia di visoni.

> Sito della campagna ‘Visoniliberi’
www.visoniliberi.org/

> Investigazione ‘Morire per una pelliccia’
www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=BYnD9UhPuB8

> Petizione per chiedere l’abolizione degli allevamenti di animali da pelliccia in Italia
www.visoniliberi.org/petizione/

In Italia sono attivi e conosciuti 17 allevamenti di visoni, due di questi operano in provincia di Brescia.

A Montirone, in via Palazzo 76, è presente l’allevamento della famiglia De Poli, in cui sono prigionieri 3.500 individui. A fine novembre 2012 un’ordinanza comunale aveva imposto la chiusura dell’allevamento. Gli allevatori presentarono ricorso al T.A.R. - Tribunale Amministrativo Regionale - la cui successiva sentenza concedeva la riapertura del lager di animali da pelliccia. La lotta per chiedere la chiusura di questo allevamento è solo all’inizio, infatti il Sindaco di Montirone impugnerà la sentenza facendo ricorso al Consiglio di Stato.

A Calvagese della Riviera (frazione Carzago Riviera, località Campagnolo, 7), è attivo l’allevamento di Cerri Giuseppe in cui sono rinchiusi 4.000 esseri viventi.

Nella società in cui viviamo esistono molteplici forme di schiavismo e di sfruttamento animale accettate e tollerate.
L’industria della pelliccia, così come l’industria alimentare e della ricerca scientifica, condanna a morte milioni di animali non-umani ogni anno in tutti il mondo. Esseri viventi fatti nascere in luoghi di tortura come allevamenti e stabulari, destinati ad essere macellati, scuoiati, vivisezionati.

Esseri senzienti considerati numeri, oggetti, merce da cui trarre profitto.

Vogliamo abbattere questa logica specista e antropocentrica, affinché sempre più persone acquisiscano maggiore consapevolezza e rispettino qualsiasi essere vivente indipendentemente dalla specie di appartenenza.
Essere Vegan significa opporsi a tutto questo e ad un sistema che mercifica i corpi, che rende schivi e schiave, che impone un consumismo privo di etica, che mira al solo profitto.

Libertà per tutti gli animali!
Antispecisti Libertari Brescia
Comitato Montichiari contro Green Hill

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**MODALITA’ DELLA PROTESTA**
Il materiale verrà fornito dagli organizzatori.
La protesta sarà scenografica, quindi ognuno dei partecipanti avrà un ruolo ben preciso. Per questo motivo vi chiediamo di segnare la vostra presenza solo se avrete la certezza di essere fisicamente presenti.

**ALCUNE PRECISAZIONI**
Non saranno tollerati atteggiamenti e simboli che si rifanno a idee e contenuti di matrice specista, razzista, sessista, xenofoba e omofoba, così come non saranno altresì accettati atteggiamenti fisicamente e verbalmente aggressivi, offensivi e di stampo denigratorio.

Crediamo che la lotta per la liberazione animale possa raggiungere il suo pieno potenziale attraverso una critica nei confronti della società umana in cui viviamo e attraverso uno smantellamento di tutte quelle idee e pratiche che autorizzano e legittimano la violenza del più forte sul più debole, la prevaricazione e lo sfruttamento.

Ringraziamo anticipatamente tutti e tutte coloro che parteciperanno in maniera positiva, seria e costruttiva a questa protesta.

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**PROSSIME INIZIATIVE**
Venerdì 12 aprile - Montirone (Bs)
Serata informativa sugli allevamenti di visoni: proiezioni video, interventi e presentazione della campagna Visoniliberi a cura di ‘Nemesi Animale’.
A breve maggiori informazioni.