Dal sito del 'COORDINAMENTO FERMARE GREEN HILL'
http://www.fermaregreenhill.net
********
Questa è la notizia che tutti volevamo e per cui abbiamo
lottato a lungo: non è ancora scritta la parola fine sul capitolo Green
Hill, ma adesso 2.500 prigionieri possono varcare la soglia del lager e
costruirsi una nuova vita.
Per i beagle di Green Hill è stata infatti firmata la “scarcerazione” dalla Procura. La custodia passa in mano a Lav e Legambiente,
in quanto firmatari dell’ultimo esposto in ordine di tempo che ha
portato al sequestro. Purtroppo si tratta solo di “affidi temporanei” in
quanto l’allevamento non è ancora sottoposto a sequestro definitivo, ma
è importante fare uscire il prima possibile il maggior numero di cani
da quel lager e dare loro la possibilità di dormire sonni tranquilli
come quelli dei cani tirati fuori in ben altro modo con la storica
liberazione del 28 aprile! Leggi come.
La Procura di Brescia in seguito al sequestro probatorio
dell’allevamento ha deciso di affidare la custodia a Lav e Legambiente.
Una riunione in cui capire come gestire questa emergenza senza
precedenti, a cui abbiamo partecipato anche noi insieme ad altre realtà
animaliste, ha gettato le basi per gestire gli affidi.
Si tratta di cani che hanno vissuto sempre in gabbia, con luce
artificiale, senza un serio contatto umano. Per cui sono cani da gestire
con particolare attenzione. A tutti coloro che si offriranno verrà
fornito un “protocollo” di gestione di animali recuperati da laboratori
di vivisezione, stilato e distribuito dall’associazione con più
esperienza nel campo: VitaDaCani.
Invitiamo chiunque vuole un cane di Green Hill in affido a
scrivere inviando l’apposito formulario compilato in tutte le sue parti
alla seguente mail: adozionicontrogreenhill@gmail.com
SCARICA IL MODULO DA COMPILARE
LEGGI IL CONTRATTO DI AFFIDO CHE TI VERRA’ CHIESTO DI FIRMARE
LEGGETE BENE: avere un cane non lo si fa perché si
tratta di un caso nazionale, ma per prendersene cura! Siatene coscienti.
Vi invitiamo a leggere bene i documenti che dovete scaricare, in cui trovate alcune indicazioni sull’affido e sulle necessità di questi cani.
Un grazie enorme a tutti coloro che ci hanno seguito in questo sogno e in questa lotta.
Non è ancora finita, è stata lunga e c’è ancora molto da fare, ma intanto possiamo dire finalmente insieme: TUTTI LIBERI!
Coordinamento Fermare Green Hill
martedì 24 luglio 2012
martedì 5 giugno 2012
Sfruttamento animale per l'intrattenimento: Venerdì 15 Giugno, serata benefit con buffet vegan, proiezioni, interventi
Accade sovente che la violenza, la schiavitù, la tortura, la prigionia degli animali non umani venga spettacolarizzata. Questo è ciò che accade nei circhi, negli zoo, nei delfinari, negli acquari; quello che molte persone considerano come un divertimento, per gli individui prigionieri nei container, nei recinti, nelle gabbie, nelle vasche, nei terrari si trasforma in dolore, sofferenza, noia, apatia, stress. Molte sono le specie 'da intrattenimento' che vengono utilizzate per queste attività come ad esempio cavalli, dromedari, scimmie, leoni, tigri, pony, pinguini, pappagalli, foche..
La
recente vicenda che ha visto protagonisti loro malgrado alcuni
attivisti oggetto di violenze fisiche e verbali durante un presidio
davanti a un circo attendato in provincia di Brescia, riporta
prepotentemente l’attenzione sulla questione dello sfruttamento
degli animali per l’intrattenimento.
Che
i circensi non fossero persone avvezze a comportamenti civili e non
violenti è cosa ormai risaputa, chiunque abbia avuto modo di
partecipare anche ad un solo presidio informativo davanti a un loro
tendone avrà potuto sperimentare le loro attitudini violente, che
viene da pensare siano le stesse che subiscono gli animali
prigionieri: quando le luci si spengono e l’illusione di una magica
intesa tra l’addestratore e l’animale svanisce, lascia il posto a
una realtà di violenze, abusi e prigionia.
Ma
i circhi non sono i soli esempi di schiavitù animale a servizio
dell’intrattenimento, esistono anche delfinari, zoo, parchi
faunistici, acquari, tutte realtà che vedono la sottrazione di un
essere senziente al suo habitat naturale e la conseguente riduzione
in stato di prigionia, spesso aggravata da vessazioni di vario tipo
per costringerlo ad assumere atteggiamenti e posture del tutto
innaturali e quasi sempre dannose.
L’attività
circense potrebbe essere nobile, se pensiamo ai trapezisti, ai clown,
agli acrobati, alle ballerine, ai giocolieri, loro sì che sono dei
veri artisti e atleti, allora sì che si potrebbe parlare di vero
spettacolo e di intrattenimento. Ma finché gli animali verranno
schiavizzati e costretti mediante torture e violenze a svolgere
movimenti in totale contrasto con la loro natura, ci sentiamo in
diritto di contestare tale attività per dare voce a chi è tuttora
prigioniero
Durante
la serata porteranno la loro diretta testimonianza alcuni degli
attivisti vittime del pestaggio, i quali oltre all'aggressione
fisica e verbale hanno anche ricevuto una denuncia da parte dei
circensi stessi.
Inoltre mostreremo alcune investigazioni realizzate da attivisti all'interno di alcuni circhi in Emilia Romagna.
Inoltre mostreremo alcune investigazioni realizzate da attivisti all'interno di alcuni circhi in Emilia Romagna.
Il
ricavato della serata andrà a coprire parte delle spese legali che
seguiranno questa brutta faccenda.
VENERDI'
15 GIUGNO ORE 20.00
CIRCOLO ANARCHICO 'E. BONOMETTI'
CIRCOLO ANARCHICO 'E. BONOMETTI'
Vicolo Borgondio, 6 - Brescia
BUFFET
VEGAN (dall'antipasto al dolce)
INTERVENTO
ATTIVISTI AGGREDITI DAI CIRCENSI
PROIEZIONE
INVESTIGAZIONI
Contributo
buffet benefit 5 euro
Evento su facebook: https://www.facebook.com/events/323751724370909/
giovedì 24 maggio 2012
ATTIVISMO E REPRESSIONE: PROVVEDIMENTI DI AVVISO ORALE
(www.fermaregreenhill.net)
Protesta di solidarietà
mercoledì 30 maggio ore 15.00
di fronte alla Questura di Brescia
via Botticelli, 2 - Brescia
Alcuni attivisti del 'Coordinamento Fermare Green Hill' sono stati raggiunti da provvedimenti di Avviso Orale emessi dal Questore di Brescia in merito all'occupazione del tetto di uno dei capanni del lager Green Hill avvenuta venerdì 14 e sabato 15 ottobre 2011 e all'allucchettamento del 20 marzo 2012 alle grate degli uffici dello stesso allevamento.
Per lo Stato siamo persone socialmente pericolose. Lo Stato ci invita a tenere una condotta conforme alla legge, ci invita a evitare comportamenti che possano turbare la sicurezza e la tranquillità pubblica, in altre parole, come se fossimo dei pericolosi criminali, siamo stati esortati a cambiare il nostro stile di vita. Di fatto lo Stato ci minaccia, perché se la nostra condotta non dovesse cambiare, potrebbe essere proposta un'applicazione di misura di prevenzione ben più grave, come ad esempio la vigilanza speciale, l'obbligo di dimora, il divieto a partecipare a cortei.
Durante entrambe le occupazioni non c'è stata da parte nostra alcuna volontà di creare danno a persone o a cose, abbiamo agito perché mossi da un intento politico, col solo obiettivo di far parlare ancor più dell'allevamento di Montichiari e soprattutto di vivisezione. Non ci stancheremo mai di sottolineare che Green Hill non è altro che il simbolo della lotta alla sperimentazione animale, dell'abolizione totale della schiavitù animale in tutte le sue forme dalla ricerca all’alimentazione, dall'intrattenimento al vestiario, insomma della lotta allo specismo.
Coloro che hanno partecipato a tali azioni di disobbedienza civile sono stati da sempre consapevoli che questo genere di comportamenti avrebbero portato a denunce o a gravi richiami: la rabbia che abbiamo dentro, unita alla determinazione e alla volontà di vedere chiuso questo allevamento di cavie da laboratorio, ci ha spinto a muoverci e ad agire indipendentemente dalle conseguenze. Crediamo che l'azione diretta sia la migliore risposta che possiamo dare a coloro che tuttora sono rinchiusi negli allevamenti e negli stabulari: chi è prigioniero in questi luoghi di tortura non ha altra possibilità di salvezza se non quella che il coraggio e il sacrificio di alcune persone possa dargli. Questi sono gesti d'amore, non atti criminali. Sono azioni che non fanno male a nessuno, al contrario sono atte alla salvezza di chi è condannato a morte.
Quello che è successo il 28 aprile durante l’assalto pacifico ne è un esempio: persone che a volto scoperto hanno liberato un numero imprecisato di cani, consci di quale sarebbe stato il destino di quelle povere creature. Il giorno stesso delle liberazioni sono state arrestate 12 persone. Per lo Stato hanno commesso gravissimi reati, mentre per noi, per l’opinione pubblica, per il mondo intero si è trattato di un atto dovuto, legittimo e non condannabile. Non siamo noi gli individui pericolosi da allontanare e da isolare, bensì coloro che lavorano in questi campi di concentramento, coloro che ogni giorno guardano negli occhi le vittime destinate ad una morte atroce nei laboratori di vivisezione o negli impianti di macellazione.
La repressione quando colpisce persone determinate non può che rafforzarne le convinzioni, perché nel nostro caso sappiamo che stiamo agendo nel giusto, in difesa dei più deboli, di coloro che non possono ribellarsi alla propria prigionia.
-----------------------
Per denunciare ciò che sta avvenendo indiciamo una conferenza stampa con presidio per mercoledì 30 maggio alle ore 15.00 di fronte alla Questura di Brescia, in via Botticelli 2 a Brescia.
Comunichiamo inoltre che il ‘Coordinamento Fermare Green Hill’ farà ricorso contro i provvedimenti di Avviso Orale (che per ora ricordiamo essere quattro). Il ricorso costerà diverse centinaia di euro e per questo a breve comunicheremo come sostenerci con un aiuto economico per fare fronte alle spese legali.
Chi volesse aiutare per le spese legali può scrivere a: info@fermaregreenhill.net
------------------------
AVVISO ORALE: consiste, essenzialmente, in un invito a cambiare condotta, rivolto in forma orale dal questore ed ha, quanto agli effetti, la sola funzione di costituire presupposto per la richiesta di applicazione della sorveglianza speciale nei confronti degli avvisati che non abbiano recepito l’ingiunzione a mutare vita. L’avviso orale ha un’efficacia temporanea limitata a tre anni ed è, inoltre, in qualsiasi momento revocabile a richiesta dell’interessato;
SORVEGLIANZA SPECIALE: si applica ai soggetti che siano stati destinatari di un avviso orale, ma che non abbiano cambiato condotta e siano persone pericolose per la sicurezza pubblica. Tale misura può essere applicata solo a seguito di un procedimento giurisdizionale ed è accompagnata da una serie di prescrizioni tra cui il divieto a partecipare a manifestaizoni e spesso anche a frequentare attivisti. Alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza può essere aggiunto il divieto di soggiorno in una o più province o in uno o più comuni, ove le circostanze lo richiedano, e l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza o dimora abituale.
Protesta di solidarietà
mercoledì 30 maggio ore 15.00
di fronte alla Questura di Brescia
via Botticelli, 2 - Brescia
Alcuni attivisti del 'Coordinamento Fermare Green Hill' sono stati raggiunti da provvedimenti di Avviso Orale emessi dal Questore di Brescia in merito all'occupazione del tetto di uno dei capanni del lager Green Hill avvenuta venerdì 14 e sabato 15 ottobre 2011 e all'allucchettamento del 20 marzo 2012 alle grate degli uffici dello stesso allevamento.
Per lo Stato siamo persone socialmente pericolose. Lo Stato ci invita a tenere una condotta conforme alla legge, ci invita a evitare comportamenti che possano turbare la sicurezza e la tranquillità pubblica, in altre parole, come se fossimo dei pericolosi criminali, siamo stati esortati a cambiare il nostro stile di vita. Di fatto lo Stato ci minaccia, perché se la nostra condotta non dovesse cambiare, potrebbe essere proposta un'applicazione di misura di prevenzione ben più grave, come ad esempio la vigilanza speciale, l'obbligo di dimora, il divieto a partecipare a cortei.
Durante entrambe le occupazioni non c'è stata da parte nostra alcuna volontà di creare danno a persone o a cose, abbiamo agito perché mossi da un intento politico, col solo obiettivo di far parlare ancor più dell'allevamento di Montichiari e soprattutto di vivisezione. Non ci stancheremo mai di sottolineare che Green Hill non è altro che il simbolo della lotta alla sperimentazione animale, dell'abolizione totale della schiavitù animale in tutte le sue forme dalla ricerca all’alimentazione, dall'intrattenimento al vestiario, insomma della lotta allo specismo.
Coloro che hanno partecipato a tali azioni di disobbedienza civile sono stati da sempre consapevoli che questo genere di comportamenti avrebbero portato a denunce o a gravi richiami: la rabbia che abbiamo dentro, unita alla determinazione e alla volontà di vedere chiuso questo allevamento di cavie da laboratorio, ci ha spinto a muoverci e ad agire indipendentemente dalle conseguenze. Crediamo che l'azione diretta sia la migliore risposta che possiamo dare a coloro che tuttora sono rinchiusi negli allevamenti e negli stabulari: chi è prigioniero in questi luoghi di tortura non ha altra possibilità di salvezza se non quella che il coraggio e il sacrificio di alcune persone possa dargli. Questi sono gesti d'amore, non atti criminali. Sono azioni che non fanno male a nessuno, al contrario sono atte alla salvezza di chi è condannato a morte.
Quello che è successo il 28 aprile durante l’assalto pacifico ne è un esempio: persone che a volto scoperto hanno liberato un numero imprecisato di cani, consci di quale sarebbe stato il destino di quelle povere creature. Il giorno stesso delle liberazioni sono state arrestate 12 persone. Per lo Stato hanno commesso gravissimi reati, mentre per noi, per l’opinione pubblica, per il mondo intero si è trattato di un atto dovuto, legittimo e non condannabile. Non siamo noi gli individui pericolosi da allontanare e da isolare, bensì coloro che lavorano in questi campi di concentramento, coloro che ogni giorno guardano negli occhi le vittime destinate ad una morte atroce nei laboratori di vivisezione o negli impianti di macellazione.
La repressione quando colpisce persone determinate non può che rafforzarne le convinzioni, perché nel nostro caso sappiamo che stiamo agendo nel giusto, in difesa dei più deboli, di coloro che non possono ribellarsi alla propria prigionia.
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Per denunciare ciò che sta avvenendo indiciamo una conferenza stampa con presidio per mercoledì 30 maggio alle ore 15.00 di fronte alla Questura di Brescia, in via Botticelli 2 a Brescia.
Comunichiamo inoltre che il ‘Coordinamento Fermare Green Hill’ farà ricorso contro i provvedimenti di Avviso Orale (che per ora ricordiamo essere quattro). Il ricorso costerà diverse centinaia di euro e per questo a breve comunicheremo come sostenerci con un aiuto economico per fare fronte alle spese legali.
Chi volesse aiutare per le spese legali può scrivere a: info@fermaregreenhill.net
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AVVISO ORALE: consiste, essenzialmente, in un invito a cambiare condotta, rivolto in forma orale dal questore ed ha, quanto agli effetti, la sola funzione di costituire presupposto per la richiesta di applicazione della sorveglianza speciale nei confronti degli avvisati che non abbiano recepito l’ingiunzione a mutare vita. L’avviso orale ha un’efficacia temporanea limitata a tre anni ed è, inoltre, in qualsiasi momento revocabile a richiesta dell’interessato;
SORVEGLIANZA SPECIALE: si applica ai soggetti che siano stati destinatari di un avviso orale, ma che non abbiano cambiato condotta e siano persone pericolose per la sicurezza pubblica. Tale misura può essere applicata solo a seguito di un procedimento giurisdizionale ed è accompagnata da una serie di prescrizioni tra cui il divieto a partecipare a manifestaizoni e spesso anche a frequentare attivisti. Alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza può essere aggiunto il divieto di soggiorno in una o più province o in uno o più comuni, ove le circostanze lo richiedano, e l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza o dimora abituale.
mercoledì 16 maggio 2012
"Io, pestato dai circensi." - Racconto di un'aggressione fuori dal circo
Riportiamo il racconto di
A., aggredito da un gruppo di circensi durante un volantinaggio
informativo sullo sfruttamento animale da parte del “Circo delle
Stelle”, avvenuto a Darfo Boario Terme (Brescia), martedì 1 Maggio 2012.
Mi chiamo A. e voglio raccontarvi quanto mi è capitato, perchè tutti sappiano che persone siano i circensi che sfruttano gli animali e cosa siano capaci di fare.
Indiciamo un presidio
contro il “Circo delle Stelle”, guidato da tal Bruno Niemen. Si
tratta di un volantinaggio informativo, approvato dalla Questura. Il
circo in questione sfrutta animali per i suoi “spettacoli”.
Alle 16 io e S. ci
presentiamo davanti alla biglietteria. Della polizia nessuna traccia.
Avviciniamo una famiglia di tre persone, madre, padre, bimba sui 5
anni, spiegando loro cosa comporti il loro finanziare il circo con
animali. Passano due minuti e si presenta un omaccione alto circa 1 e
80, sui 110 / 120 chili, intimandoci, in maniera non certo educata,
di allontanarci, perché intralciamo il loro lavoro, alché io
replico che si dovrebbero vergognare di definire lavoro quel che
fanno ai danni degli animali.
Questa mia frase è stata
la molla, grazie alla quale i circensi hanno cominciato ad
insultarci, a spintonarci via, a minacciarci. Nel frattempo arriva
una terza attivista (al suo primo presidio). Iniziano a volare
insulti da parte di due, tre circensi, dal classico "andate a
lavorare" a "vi spezziamo le gambe, coglioni". Dopo
l'ennesimo insulto ho risposto e questo ha scatenato il capo dei
capi, Bruno, che mi si è avventato contro, gettandomi a terra, dopo
avermi colpito alle spalle con dei sonori pugni. Nonostante l'età
avanzata, vi assicuro, è muscoloso.
Da qui in poi è un
crescendo rossiniano, un delirio di gente che usciva dal circo solo
per insultarci, picchiarci, spintonarci, minacciarci. Il ragazzo che
avevamo fermato all'inizio si è messo in mezzo per aiutarci ed è
stato aggredito e spinto a terra. D., la terza attivista, che cercava
di calmare le acque è stata più volte percossa all'orecchio. S. è
stata spinta via, graffiata, insultata. Ad un certo punto rispondo
all'ennesima provocazione del figlio di Bruno, tal Jones Niemen,
l'omaccione enorme che all'inizio ci aveva allontanati e lui mi si
scaglia contro, colpendomi in più punti con dei pugni. Nel frattempo
S. si è allontanata per chiamare la polizia, visto che di essa, fino
a quel momento, nemmeno l'ombra.
A questo punto, loro sono
circa una decina, noi solo tre (più il padre di famiglia che è
stato aggredito mentre prendeva le nostre difese). Io sono stato
minacciato di castrazione da un domatore (che ha anche infilato la
mano in tasca, quasi a voler tirar fuori qualcosa, (forse un
coltello?!)...), ci hanno gridato “Ve la facciamo pagare, non
farete mai più nessun presidio davanti ai circhi!”.
Sono stato anche gettato
a terra da un trapezista (a giudicare dall'uniforme), poi deriso da
tutto il gruppo. Fra gli insulti che ci siamo beccati anche cose
abbastanza pesanti, ma che per dovere di cronaca riporto: “leccafica”
a S., “succiacazzi” a me, lanciatici da parte della bigliettaia,
la quale mi ha pure invitato a "sborrarle addosso" (parole
sue) e a toccarla, al ché le ho risposto che, essendo un essere
orrendo difficilmente troverà chi abbia voglia di farlo. Quindi,
oltre che aguzzini di animali e maneschi, non si risparmiano pure
insulti di carattere omofobo.
A S. viene strappato
dalle mani il foglio della Questura da una circense pesante il doppio
di lei. Quando l'attivista ha cercato di recuperarlo lei l'ha colpita
più volte sulla testa, sul naso, sulla schiena, poi ha stracciato il
foglio. Sono intervenuto a difendere S., allontanando la circense, al
ché Jones, l'omaccione, inizia ad urlare che ho toccato sua zia e mi
si avventa contro. Mi getto a terra, con le mani in alto a mò di
resa (avevo capito che più stavo zitto e meno reagivo, meglio ne
sarei uscito), ma il circense mi ha preso per un piede e mi ha
trascinato sull'asfalto per cinque sei o metri, prima di percuotermi
alla schiena, sulle natiche, sulle braccia, assieme ad altri suoi
compari. Mentre ero a terra, i circensi mi hanno urlato "vai
ancora a salvare gli animali, coglione", oppure "rialzati,
frocio". Quando S. e altre persone hanno tentato di fermarli,
sono state spinte via violentemente. I circensi hanno evitato di
colpirmi in viso, per evitare di lasciarmi segni troppo evidenti, si
sono prodigati di "carezzarmi" di calci sul fianco sinistro
e in un punto dove la botta non si vede tanto, ma si sente eccome.
Ancora di più sono
convinto di quanto meschini siano questi esseri obbrobriosi. Capaci
di usare violenza, senza lasciare segni visibili, come se fosse una
loro abitudine quotidiana... poveri animali, che subiscono ogni
giorno tutto questo!
Alla fine la polizia è
arrivata, ha preso i nomi dei presenti, mi ha criticato per aver
detto ai circensi che si dovrebbero vergognare di come trattino gli
animali (un Carabiniere ha pure replicato che non avrei dovuto
provocarli, nonostante gli avessi mostrato i segni delle percosse su
tutto il corpo e raccontato degli insulti!).
Io e S. siamo andati in
ospedale, dove, per fortuna, non sono state riscontrate fratture al
naso per lei e alle costole per me, anche se l'ematoma è talmente
grosso che dovrò fare ulteriori esami per verificare non vi siano
danni nascosti.
Ora, sono passati dieci
giorni. In questa settimana e mezzo sono dovuto tornare in ospedale
per fortissimi dolori al fianco (venerdì mattina), mi sto nutrendo
di antidolorifici (non vorrei, ma se non ne prendo almeno uno ogni 10
/ 12 ore non riesco a dormire, ho fitte lancinanti), ho dormito
seduto per una settimana, ho dolori al collo e sono assente da scuola
da mercoledì 2 maggio (sono un insegnante, ma non essendo di ruolo,
temo che la malattia mi privi di metà dello stipendio giornaliero,
quindi, una perdita economica non indifferente).
Ciliegina sulla torta,
sabato io, S. e D. siamo stati denunciati per minacce ed ingiurie.
Tutto ciò è assurdo.
Tutto ciò è assurdo.
Questa vicenda, comunque,
non mi fermerà. Non vedo l'ora di tornare sul campo e di manifestare
contro di loro e contro chiunque sfrutti gli animali.
mercoledì 9 maggio 2012
BRESCIA CONTRO GREEN HILL E LA VIVISEZIONE
Sono state circa 400 le persone che ieri pomeriggio a
Brescia hanno aderito alla ‘Giornata Mondiale contro Green Hill e la
Vivisezione’.
Altre 30 piazze italiane hanno risposto a questo appello, ma
anche nel resto del mondo si sono svolti presidi, sit-in davanti ai consolati e
alle ambasciate italiane: Green Hill non potrà più nascondersi, ormai tutto il
mondo conosce l’attività di questo lager che alleva cani di razza beagle, cavie
da laboratorio, per poi mandarli al massacro nei centri di ricerca di tutta
Europa.
Per quasi quattro ore abbiamo urlato slogan, numerosi sono stati gli interventi al megafono, abbiamo avuto modo di parlare di antispecismo, di antivivisezionismo, di librazione animale, di sfruttamento animale e di veganismo. Un messaggio forte e chiaro, per ricordare che Green Hill è ormai un simbolo, un simbolo della lotta alla vivisezione ma ancor più il simbolo dello sfruttamento degli animali da parte dell’essere umano. Questo messaggio l’abbiamo indirizzato soprattutto alla XIV commissione del senato che oggi avrebbe dovuto presentare gli emendamenti in recepimento alla direttiva europea del 2011 sulla sperimentazione animale. Purtroppo abbiamo appreso solo ieri in tarda serata che la commissione XIV del Senato ha convenuto di spostare il termine per la presentazione degli emendamenti a mercoledì 16 maggio. Perché? Forse perché i riflettori del mondo sono puntati sull’Italia e sul Senato? Forse perché sperano di far attenuare l’entusiasmo delle persone posticipando il voto a settimana prossima? Il destino dei cani di Green Hill e non solo, è nelle loro mani, che cosa stanno aspettando?
La lotta contro Green Hill e la vivisezione non si ferma. La lotta per la liberazione animale non si ferma. La lotta contro lo specismo non si ferma. La lotta per l’abolizione della schiavitù animale non si ferma.
Ringraziamo coloro che hanno preso parte al presidio di ieri. Sappiamo che diverse persone sono venute da città parecchio distanti. Grazie ancora di cuore!
Dalla parte delle vittime dello specismo.
[ALBs - Antispecisti Libertari Brescia]
lunedì 7 maggio 2012
Solidarietà agli attivisti aggrediti al presidio contro il circo.
Martedì primo maggio, durante un presidio informativo
autorizzato davanti al “Circo delle stelle”, tre attivisti animalisti, mentre
interagivano pacificamente con dei passanti e distribuivano i loro volantini,
sono stati aggrediti fisicamente e verbalmente da una decina di lavoratori
circensi.
Uno di loro ha ricevuto pugni e calci in pancia e sulla schiena ed è stato
infine trascinato sull’asfalto per qualche metro, mentre gli assalitori
circensi urlavano invettive ed insulti tra cui citiamo: “prova a salvare gli
animali adesso, coglione”. Un passante che stava, in quel momento, parlando con
gli animalisti è stato scaraventato a terra per aver tentato di prenderne le
difese. Una donna, tra gli assalitori, attacca un'attivista, colpendola alla
testa e sul naso, intenzionata a stracciare il permesso della questura per il
presidio.
Al momento dell’inizio dell’attacco, le forze dell’ordine non erano presenti,
sebbene fossero stati avvisati del presidio, ma arrivano solo dopo essere stati
contattati dagli stessi attivisti per placare la furia cieca dei violenti. Una
volta rilasciate le loro dichiarazioni alle forze dell’ordine, i ragazzi
aggrediti si sono recati al pronto soccorso per farsi medicare le ferite e fare
verbale delle violenze subite.
Esprimiamo la nostra massima solidarietà alle vittime di queste violenze. Dei
pacifici ragazzi con l'obbiettivo di informare le persone dirette al circo
dell'atrocità celata dietro ai tendoni sono stati a loro volta vittime della
violenza di chi tiene gli animali in gabbia per i propri interessi economici.
Crediamo che un episodio come questo mandi un chiaro messaggio su chi siano le
persone che gestiscono queste imprese di tortura, sfruttamento e schiavitù, che
riducono gli animali a meri strumenti di profitto. La violenza che si esprime
verso gli animali nei circhi è la stessa che trova sfogo su chi vuole
difenderli. Vogliamo vedere circhi senza animali. Vogliamo la fine del profitto
sulla sofferenza di chi ha la sola colpa di appartenere ad una specie diversa
dalla nostra. L’unico modo per ottenerlo è smettere di frequentare tutti questi
luoghi di prigionia e attivarsi per lottare contro di essi. Questo triste
episodio di violenza ci dimostra che stiamo colpendo questi aguzzini dove fa
loro più male, il portafoglio. Portiamo quindi tutta la nostra solidarietà alle
vittime di questa aggressione, tanto quanto alle vittime della prigionia
specista perpetrata dai circensi, senza lasciarci intimidire dalla violenza e
dalle minacce.
Dalla parte delle vittime dello specismo.
lunedì 30 aprile 2012
PRESIDIO CONTRO GREEN HILL E LA VIVISEZIONE
PRESIDIO CONTRO GREEN HILL E LA VIVISEZIONE
MARTEDI' 8 MAGGIO
DALLE ORE 16 ALLE 19.30
CORSO ZANARDELLI (ANGOLO CORSO PALESTRO)
BRESCIA
La lotta contro Green Hill e la vivisezione non si ferma!
MARTEDI' 8 MAGGIO
DALLE ORE 16 ALLE 19.30
CORSO ZANARDELLI (ANGOLO CORSO PALESTRO)
BRESCIA
La lotta contro Green Hill e la vivisezione non si ferma!
PRESIDIO CONTRO GREEN HILL E LA VIVISEZIONE
in supporto all'appello internazionale del Coordinamento Fermare Green Hill, per la chiusura di questo lager, per l'abolizione della vivisezione e in sostegno alle persone arrestate il 28 aprile durante l'assalto pacifico all'allevamento, che ha portato alla liberazione di decine di cani beagle.
Gli ultimi avvenimenti a Montichiari, gli arresti e la repressione sono solo gli ultimi tasselli di un percorso partito 2 anni fa, quando si voleva fermare il progetto di ampliamento dell'allevamento lager di proprietà della multinazionale Marshall.
Oggi siamo arrivati ben oltre gli obiettivi iniziali: vogliamo che il nostro impeto porti alla chiusura di Green Hill e la fine della vivisezione.
Il 9 Maggio sarà il giorno in cui scade il tempo per i Senatori incaricati per la discussione dell'emendamento che potrebbe porre fine all'esistenza di Green Hill e limitare enormemente la vivisezione in Italia.
In tutto il Mondo la solidarietà delle attiviste e degli attivisti del movimento di liberazione animale si sta facendo sentire. Per raccogliere le loro voci, il “Coordinamento Fermare Green Hill” ha indetto una giornata internazionale in supporto agli arrestati del 28 aprile e per ricordare alla XIV Commissione del Senato quale sia la volontà del popolo, non solo italiano, bensì di tutto il Mondo.
Anche da Brescia si innalza e risuona la voce di chi vuole la chiusura di Green Hill e la fine della vivisezione!!
-------------------------------------
Info:
www.antispecistilibertari.blogspot.com
www.facebook.com/antispecistilibertaribrescia
antispecistilibertari@gnumerica.org
www.fermaregreenhill.net
www.facebook.com/controgreenhill
info@fermaregreenhill.net
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