giovedì 15 novembre 2012

INTERVISTA A UN EX DIPENDENTE DELL’IZS DI BRESCIA (ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE DELLA LOMBARDIA E DELL’EMILIA ROMAGNA)



I retroscena della sperimentazione animale raccontati da chi li ha visti in prima persona.

In Italia sono circa 600 i laboratori autorizzati dal Ministero in cui si pratica la vivisezione. Sono ovunque, in ogni città. Molti sanno della loro esistenza ma sono in pochi a sapere cosa accade al loro interno, perché una delle principali necessità dei vivisettori è di lavorare nel segreto e nel silenzio. Grazie alla campagna contro l’allevamento di cani beagle Green Hill, questo muro di silenzio è stato infranto, ora migliaia di persone sanno ciò che avviene nei centri di ricerca, hanno sentito le urla di dolore di chi è rinchiuso in gabbia e hanno visto la sofferenza negli occhi di tutti quegli animali che vengono torturati in nome di una scienza assurda e inutile.

A Brescia, sia la facoltà di Medicina e Chirurgia che l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna, hanno al loro interno stabulari in cui sono prigionieri centinaia di esseri viventi.

Abbiamo intervistato un ex dipendente dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Brescia. Per questioni di privacy verranno omessi il nome, il cognome dell’intervistato e la sua mansione specifica.

1) Per quanti anni ha lavorato presso l'IZS?
Ho lavorato all’Istituto per più di vent'anni.

2) Ci saprebbe dire quanti e quali animali erano rinchiusi negli stabulari dell'Istituto?
Tantissimi. Solo il nostro reparto analizzava oltre 100 topi la settimana.
Quando lavoravo, ricordo che c’erano topi, ratti, conigli, cavie, maiali.

3) Le è mai parso che gli animali fossero consapevoli della loro prigionia e di ciò che stavano subendo?
Il mio reparto non aveva a che fare con gli animali vivi, ovvero non eravamo in contatto diretto con loro. Però capitava spesso di dover andare negli stabulari per ritirare, ad esempio, dei campioni di sangue. Quando succedeva, cercavo di evitare di andarci.

A volte capitava che nel tardo pomeriggio, allevatori o veterinari portassero dei pulcini o dei maialini di pochi giorni di vita per farli sopprimere e successivamente farne analizzare la carne come campione di controllo dell'allevamento. Data l’ora tarda, questi animali venivano messi vivi in frigorifero per tutta la notte. Non era una prassi quotidiana, però quando si aveva fretta e le consegne avvenivano nel tardo pomeriggio, li si metteva direttamente nel frigorifero. Non aveva alcun senso lasciarli là dentro tutta la notte, farli soffrire, per poi sopprimerli l’indomani. Non che non ci fossero recinti o gabbie dove poterli tenere, era solo una questione di comodità.

4) All’interno dell’IZS si sperimentano su centinaia di esseri senzienti farmaci, sostanze chimiche, si praticano interventi chirurgici invasivi come xenotrapianti, insomma si pratica la vivisezione. Lei crede sia giusto parlare di benessere animale?
No, assolutamente no. Ricordo benissimo gli strazianti lamenti dii maiale. Faccio presente che io lavoravo al quarto piano dell’edificio, non ho visto nulla coi miei occhi, però ho sentito le urla, le grida ben distinte di un esemplare adulto provenire dai sotterranei. Forse si trattava di un intervento a cuore aperto.

Tra i vari test, mi viene in mentre che alle femmine di topo, veniva dato del cibo mischiato a feci contaminate. Una volta morte, veniva loro tagliata la pancia per verificare se le ovaie risultavano infiammate o meno.

5) Ha mai fatto notare a chi svolgeva gli esperimenti le sue perplessità in merito? Quali sono state le reazioni?
Fu una delle prime volte che entrai nello stabulario col mio caporeparto, il quale avrebbe dovuto anestetizzare un certo numero di topi con l’etere prima di sopprimerli. Per rendere più veloce e, a suo dire, indolore quest’azione, prese invece dalla collottola un topo alla volta per poi premere con una pinza all’altezza della gola. In un attimo il topo moriva. Mi chiese di proseguire con le eutanasie e mi rifiutai.

6) Parla mai con la sua famiglia o coi suoi amici di ciò che ha visto lavorando all'Istituto Zooprofilattico?
Sì, mi è capitato. Con sincerità, cerco di evitare di parlare e di pensarci troppo. Nonostante siano passato del tempo da quando smisi di lavorare all’IZS, alcune immagini, alcuni ricordi, mi tornano ancora in mente.

7) Che cosa ha scatenato in lei il senso di rifiuto per quanto accade nell'IZS? Un evento in particolare?
Un giorno entrai nello stabulario. C’erano diversi conigli vivi messi in croce, con le zampe aperte a testa in giù, sgozzati, urlavano come bambini. Il sangue scendeva verso il basso, io allora accesi le centrifughe per non sentire le urla di disperazione di questi animali. Quando li vidi scappai via. Non ho idea di quanti ne utilizzassero.

8) Cosa si aspetta dalle persone che leggeranno la sua testimonianza?
Spero possa far riflettere, anche se purtroppo c’è un’insensibilità di fondo che è incredibile. Personalmente prendo le distanze da queste ricerche e da questo sistema perché stiamo andando verso l’autodistruzione. L’essere umano dovrebbe mettersi in testa che non vivrà per sempre, la vita eterna è impossibile, quindi tutti questi accanimenti sono intollerabili.


Nell’ottobre del 2007, il Fronte Liberazione Animale entrò all’interno dell’ IZS di Brescia, documentando le condizioni di detenzione degli animali e liberandone diverse centinaia.

“Dietro alle nostre spalle abbiamo lasciato un laboratorio vuoto e completamente devastato: incubatori danneggiati, vernice sulle gabbie, scritte sui muri, sacchi di mangime rotti, lavandini sigillati e locali allagati.
Fino a quando l'ultimo macello e l'ultimo laboratorio di vivisezione non saranno rasi al suolo.”
Testo integrale del comunicato del Fronte Liberazione Animale con alcune foto della liberazione
Video della liberazione
http://www.youtube.com/watch?v=xs6kWi5TrFgv


Contro lo specismo – per la liberazione animale
Antispecisti Libertari Brescia

venerdì 2 novembre 2012

SABATO 3 NOVEMBRE: GIORNATA DI MOBILITAZIONE CONTRO L'INDUSTRIA DELLA PELLICCIA!


FERMIAMO IL PROGETTO DEL PIU' GRANDE ALLEVAMENTO DI VISONI IN ITALIA!



28 lunghissimi capanni in cui imprigionare fino a 60.000 visoni.
Questo il progetto del signor Vernizzi Luciano di Commessaggio (MN).

La richiesta al Comune di Rivarolo del Re (CR) è stata bocciata grazie alla nostra mobilitazione, ma la lotta non si può fermare qui!!

Gli allevamenti di visoni in Italia sono drasticamente diminuiti negli ultimi 15 anni e non possiamo lasciare campo libero per una nuova diffusione di questi lager per animali!

> Sabato 3 novembre invitiamo ad una protesta informativa nel Comune di Commessaggio (MN).
Ritrovo ore 14.00 in Piazza Italia.

Informeremo gli abitanti di Commessaggio sui progetti di sofferenza di un loro concittadino.

> La protesta si sposterà poi davanti all'allevamento di visoni di Antoniazzi Ivano a San Cataldo (MN), con cui Vernizzi ha lavorato in passato.
Ore 16.30, Via Colombarola - San Cataldo (MN)

> Fai girare questo appello e l'appuntamento. grazie!

Non aspettare che siano altri a dare voce agli animali, fai sentire la tua, ora!

lunedì 22 ottobre 2012

Resoconto del "Benefit per gli Orsi della Luna"

Ieri, domenica 21 Ottobre, numerose persone hanno partecipato all’iniziativa “benefit per gli orsi della Luna” in sostegno dell’Animals Asia Foundation, organizzazione non governativa che si occupa del salvataggio degli orsi che si trovano all’interno delle fattorie della bile e della loro riabilitazione e dell’introduzione nei santuari di AAF dove questi animali potranno finalmente vivere il resto dei loro giorni liberi dalla paura e dallo sfruttamento.
Questi orsi, allevati principalmente in Cina, Vietnam e Corea, sono destinati a passare l’intera esistenza in gabbie della dimensione del loro corpo e sottoposti quotidianamente all’estrazione della bile senza anestetici e con atroci svariati metodi di estrazione (dal catetere metallico permanente, al busto di metallo o alla bruta chirurgia).
Ricordiamo che questo tipo di tortura è assolutamente inutile, infatti esistono alternative erboristiche (se ne contano circa 54 tra cui rabarbaro, edera e salvia) e di sintesi (UDCA). Quest'ultime sono economiche, facilmente ripetibili e soprattutto più sicure per la salute umana, infatti la bile d'orso viene estratta da individui affetti da gravi patologie a causa delle aberranti condizioni in cui sono costretti a vivere, ed inoltre contaminata da pus, sangue, urina, feci e altro materiale biologico. La bile oltretutto non subisce alcun processo di raffinazione.



La serata è iniziata con un buffet vegan, cioè privo di qualunque ingrediente di origine animale, per poi passare ad una presentazione di Animals Asia Foundation e descrizione delle loro attività e campagne. Per concludere è stato proiettato un filmato che spiega efficacemente tutto il lavoro che AAF ha fatto e farà anche in futuro grazie al supporto di tutti noi.



Ringraziamo tutti i partecipanti per la sensibilità dimostrata verso la causa che ci ha permesso di raccogliere 393,70 € che saranno devoluti interamente all’organizzazione che attraverso ai loro centri di recupero permettono agli orsi salvati dalle fattorie della bile di vivere una vita nella natura ma anche sotto stretto controllo veterinario.



Inoltriamo l'appello di AAF che chiede a tutti di inviare una lettera/e-mail al Primo Ministro vietnamita e di firmare la petizione online per convincerlo a ritirare lo sfratto che prevede l chiusura del Vietnam Moon Bear Rescue Center" che si trova all'interno del Parco Nazionale di Tam Dao. Lo sfratto è stato inviato a seguito della pressione effettuata dal proprietario del parco che vuole vendere i terreni ad una compagnia che vuole sfruttare l'area a fini commerciali e costruire un parco turistico con annesse strutture alberghiere. 



Per maggiori informazioni cliccate qui.






Ricordiamo che milioni di animali ogni giorno subiscono prigionia e sfruttamento nello stesso modo degli Orsi della Luna. Non c’è differenza tra un orso in una fattoria della bile ed un maiale in un allevamento da carne. Non è la bellezza o l’empatia che proviamo che deve rendere una specie piuttosto che un’altra meritevole di una vita rispettosa. Gli animali utilizzati dall’industria alimentare vivono nello stesso modo tutta la vita nella paura e nell’agonia per poi finire macellati per al fine di guadagnare e soddisfare un bisogno alimentare inutile. La loro unica e sola vita viene al posto loro decisa e rubata dall’uomo.


Vi preghiamo di pensare all’alternativa VEGAN.



Per vedere altre foto cliccate qui.

Dalla parte delle vittime dello specismo.



[AL Bs – Antispecisti Libertari Brescia]

giovedì 11 ottobre 2012

Benefit per gli Orsi della Luna (Animal Asia Foundation)




“I 4 uomini immobilizzarono le zampe dell'orso e inserirono una siringa nel tubo di plastica. Quando il liquido verdastro cominciò a riempire la siringa, l'orso aprì la bocca tremando. Questo tipo di tortura andò avanti per circa 2 ore, finché tutti gli orsi furono sottoposti all'estrazione. Le urla e i suoni erano così forti che riempirono la vallata…”

Queste sono le parole di Jill Robinson (fondatrice di AAF) la prima volta che mise piede in una fattoria della bile quando le si presentò davanti questa scena terrificante, seppe poi che quelle pratiche erano di ordinaria amministrazione.

Animals Asia Foundation dalla fine degli anni '90 è impegnata nel salvataggio degli orsi neri asiatici, conosciuti anche con il nome di
ORSI DELLA LUNA per la mezzaluna chiara che hanno sotto il collo.

Gli orsi della luna sono vittime di un destino atroce.  La loro bile è tuttora usata nella medicina cinese e nell’industria dei cosmetici
sebbene esista già da anni un prodotto di sintesi capace di sostituirlo. Se non muoiono prima, sono destinati a vivere nelle
sofferenze più atroci fino a quasi 30 anni, passando la loro esistenza in gabbie strettissime nelle quali è impossibile muoversi.
La bile viene a loro rubata attraverso interventi chirurgici  oppure attraverso un catetere e una pompa medica che la estrae.
Attraverso il suo costante lavoro Animals Asia Foundation ha iniziato un dialogo con il governo cinese per abbattere questa barriera culturale e ha lanciato un importante CAMPAGNA DI INFORMAZIONE in tutto il paese. 
E’ riuscita ad adottare parecchi orsi dalle fattorie, donando loro finalmente la LIBERTA’ che non hanno mai conosciuto. Nei centri di recupero possono ricevere tutte le cure veterinarie di cui hanno bisogno dopo una vita di torture, cibo a volontà e l’habitat naturale che prima non conoscevano.

Purtroppo abbiamo da poco appreso la notizia che la riserva vietnamita rischia di essere sfrattata. Sembra che le autorità vogliano
avvantaggiare la costruzione di un complesso alberghiero proprio dove ora gli orsi salvati stanno recuperando il tempo perduto e godono di cure e libertà. Ora come non mai gli orsi hanno bisogno di noi!
Aiutaci a far conoscere il loro dramma, partecipa al benefit e porta un amico!

Vogliamo che gli orsi della luna trovino la loro libertà dallo sfruttamento dell'uomo, come tutti gli animali vittime dello specismo; 
da quelli considerati da carne o da reddito a quelli destinati alla vivisezione o all'industria delle pellicce.

Vi chiediamo di collaborare nel convincere il Primo Ministro a rispettare l'accordo sottoscritto con AAF e impedire la chiusura del Vietnam Moon Bear Rescue Center nel Parco Nazionale di Tam Dao.
La costruzione è stata autorizzata dal Primo Ministro per l'Agricoltura e lo Sviluppo Rurale nel 2005.
A causa delle forti pressioni esercitate dal direttore del Parco nazionale di Tam Dao, il Ministero per la Difesa ha annunciato la chiusura del Moon Bear Rescu Center e l'espulsione dal parco.
Questo sta avvendendo perchè il proprietario del parco vuole cedere i terreni alla Truong Giang Tam Dao Joint Stock Comoany, azienda di cui la figlia è azionista. La compagnia intende sfruttare l'area a fini commerciali e costruire un parco turistico con annesse strutture alberghiere.
Per maggiori informazioni, scrivere una mail al Primo Ministro e firmare la petizione:
"Ferma la chiusura!"



Contro ogni forma di sfruttamento. 
Dalla parte delle vittime dello specismo.
[AL Bs - Antispecisti Libertari brescia]
www.antispecistilibertari.blogspot.it




mercoledì 5 settembre 2012

PROTESTA CONTRO L’ALLEVAMENTO DI VISONI A MONTIRONE

Da Montichiari a Montirone, dal beagle al visone
 

SABATO 22 SETTEMBRE 2012
Ritrovo in Piazza A. Manzoni

Montirone (Brescia) 
Ore 15.00
                                        
A Montirone, paese di 4000 abitanti a pochi chilometri da Brescia, poco meno di due anni fa si è insediato un allevamento di visoni che imprigiona 3000 individui, di cui 800 femmine destinate a continui stupri e continui parti. Quel che prima era un lager di polli ora lo è per questi piccoli animali che dovrebbero, e vorrebbero, invece vivere in solitudine, in ampi spazi, che vorrebbero nuotare e correre, così come facevano i loro antenati prima di venir costretti ad una eterna prigionia e così come fanno i pochi visoni liberi, siano essi figli di quei pochissimi scampati allo sterminio perpetrato negli ultimi due secoli, siano invece figli degli individui liberati (in primis dagli stessi allevatori quando costretti al fallimento e alla chiusura).

L'allevamento sembra essere spuntato all'improvviso in mezzo alle case, portando con sé fetore, liquami, ma soprattutto i lamenti strazianti degli animali in gabbia, come ha dichiarato un'abitante a un giornale locale.

Davanti alle lamentele della popolazione il sindaco si è accorto della presenza dell'allevamento e ha successivamente emesso un'ordinanza per la sua chiusura, posticipata dal TAR a fine novembre, per non interrompere il ciclo vitale degli animali in gravidanza.
Parrebbe dunque che la questione sia già risolta, che il lieto fine sia già pronto.

Noi riteniamo comunque fondamentale far sentire in maniera incisiva la nostra presenza, far capire non solo alla famiglia Bellina – De Poli che, indipendentemente dalle decisioni delle autorità, non lasceremo che continuino indisturbati la loro attività di sfruttamento, siano i loro schiavi visoni o polli o altro, ma anche per dare un segnale chiaro e forte a tutti quegli allevatori e agricoltori in Italia che, attratti dal canto da sirena dell'AIAV (Associazione Italiana Allevatori Visoni) che da mesi sta proclamando a gran voce come l'allevamento di visoni sia la soluzione per tutti i mali, per sopravvivere alla crisi economica, stiano pensando di iniziare a guadagnare sulla pelle degli animali da pelliccia.

Gli allevamenti in Italia negli ultimi quindici anni sono passati da 150 a poco più di una decina. Un ruolo importante ha avuto nel declino di questo orrore la mobilitazione continua e la continua campagna di pressione, informazione, sensibilizzazione.
Non abbassiamo la guardia ora!

Questi individui sono destinati a una vita in gabbia e una morte atroce, storditi e gasati o con le ossa del collo spezzate. Lo scopo di tanta sofferenza è unicamente il profitto.

Gli allevamenti di visoni, così come tutti i luoghi di detenzione e di sterminio di animali, siano essi considerati da pelliccia, da reddito o da laboratorio, devono chiudere.

Per questo sabato 22 Settembre saremo presenti a Montirone, e vi invitiamo a partecipare e protestare, per essere la voce di quegli individui e portare avanti un messaggio etico e di lotta per la liberazione di tutti gli animali.


Ci troveremo alle ore 15.00 in Piazza Matteotti, davanti al Municipio di Montirone. La protesta si sposterà poi vicino all’allevamento.


Per la liberazione animale!


***

Iniziativa organizzata da: Antispecisti Libertari Bs - essereAnimali – Nemesi Animale
 
Antispecisti Libertari Bs – http://antispecistilibertari.blogspot.com/

EssereAnimali –
www.essereanimali.org

Nemesi Animale –
www.nemesianimale.net

martedì 24 luglio 2012

IN AFFIDO I CANI DI GREEN HILL!

Dal sito del 'COORDINAMENTO FERMARE GREEN HILL' 
http://www.fermaregreenhill.net
********
Questa è la notizia che tutti volevamo e per cui abbiamo lottato a lungo: non è ancora scritta la parola fine sul capitolo Green Hill, ma adesso 2.500 prigionieri possono varcare la soglia del lager e costruirsi una nuova vita.
Per i beagle di Green Hill è stata infatti firmata la “scarcerazione” dalla Procura. La custodia passa in mano a Lav e Legambiente, in quanto firmatari dell’ultimo esposto in ordine di tempo che ha portato al sequestro. Purtroppo si tratta solo di “affidi temporanei” in quanto l’allevamento non è ancora sottoposto a sequestro definitivo, ma è importante fare uscire il prima possibile il maggior numero di cani da quel lager e dare loro la possibilità di dormire sonni tranquilli come quelli dei cani tirati fuori in ben altro modo con la storica liberazione del 28 aprile! Leggi come.
La Procura di Brescia in seguito al sequestro probatorio dell’allevamento ha deciso di affidare la custodia a Lav e Legambiente. Una riunione in cui capire come gestire questa emergenza senza precedenti, a cui abbiamo partecipato anche noi insieme ad altre realtà animaliste, ha gettato le basi per gestire gli affidi.
Si tratta di cani che hanno vissuto sempre in gabbia, con luce artificiale, senza un serio contatto umano. Per cui sono cani da gestire con particolare attenzione. A tutti coloro che si offriranno verrà fornito un “protocollo” di gestione di animali recuperati da laboratori di vivisezione, stilato e distribuito dall’associazione con più esperienza nel campo: VitaDaCani.
Invitiamo chiunque vuole un cane di Green Hill in affido a scrivere inviando l’apposito formulario compilato in tutte le sue parti alla seguente mail: adozionicontrogreenhill@gmail.com
SCARICA IL MODULO DA COMPILARE
LEGGI IL CONTRATTO DI AFFIDO CHE TI VERRA’ CHIESTO DI FIRMARE
LEGGETE BENE: avere un cane non lo si fa perché si tratta di un caso nazionale, ma per prendersene cura! Siatene coscienti. Vi invitiamo a leggere bene i documenti che dovete scaricare, in cui trovate alcune indicazioni sull’affido e sulle necessità di questi cani.
La partenza del primo corteo contro Green Hill : 24 aprile 2010. L'inizio di una lotta!
Un grazie enorme a tutti coloro che ci hanno seguito in questo sogno e in questa lotta.
Non è ancora finita, è stata lunga e c’è ancora molto da fare, ma intanto possiamo dire finalmente insieme:  TUTTI LIBERI!
Coordinamento Fermare Green Hill

martedì 5 giugno 2012

Sfruttamento animale per l'intrattenimento: Venerdì 15 Giugno, serata benefit con buffet vegan, proiezioni, interventi



Accade sovente che la violenza, la schiavitù, la tortura, la prigionia degli animali non umani venga spettacolarizzata. Questo è ciò che accade nei circhi, negli zoo, nei delfinari, negli acquari; quello che molte persone considerano come un divertimento, per gli individui prigionieri nei container, nei recinti, nelle gabbie, nelle vasche, nei terrari si trasforma in dolore, sofferenza, noia, apatia, stress. Molte sono le specie 'da intrattenimento' che vengono utilizzate per queste attività come ad esempio cavalli, dromedari, scimmie, leoni, tigri, pony, pinguini, pappagalli, foche..

La recente vicenda che ha visto protagonisti loro malgrado alcuni attivisti oggetto di violenze fisiche e verbali durante un presidio davanti a un circo attendato in provincia di Brescia, riporta prepotentemente l’attenzione sulla questione dello sfruttamento degli animali per l’intrattenimento.
Che i circensi non fossero persone avvezze a comportamenti civili e non violenti è cosa ormai risaputa, chiunque abbia avuto modo di partecipare anche ad un solo presidio informativo davanti a un loro tendone avrà potuto sperimentare le loro attitudini violente, che viene da pensare siano le stesse che subiscono gli animali prigionieri: quando le luci si spengono e l’illusione di una magica intesa tra l’addestratore e l’animale svanisce, lascia il posto a una realtà di violenze, abusi e prigionia.
Ma i circhi non sono i soli esempi di schiavitù animale a servizio dell’intrattenimento, esistono anche delfinari, zoo, parchi faunistici, acquari, tutte realtà che vedono la sottrazione di un essere senziente al suo habitat naturale e la conseguente riduzione in stato di prigionia, spesso aggravata da vessazioni di vario tipo per costringerlo ad assumere atteggiamenti e posture del tutto innaturali e quasi sempre dannose.

L’attività circense potrebbe essere nobile, se pensiamo ai trapezisti, ai clown, agli acrobati, alle ballerine, ai giocolieri, loro sì che sono dei veri artisti e atleti, allora sì che si potrebbe parlare di vero spettacolo e di intrattenimento. Ma finché gli animali verranno schiavizzati e costretti mediante torture e violenze a svolgere movimenti in totale contrasto con la loro natura, ci sentiamo in diritto di contestare tale attività per dare voce a chi è tuttora prigioniero

Durante la serata porteranno la loro diretta testimonianza alcuni degli attivisti vittime del pestaggio, i quali oltre all'aggressione fisica e verbale hanno anche ricevuto una denuncia da parte dei circensi stessi.
Inoltre mostreremo alcune investigazioni realizzate da attivisti all'interno di alcuni circhi in Emilia Romagna.
Il ricavato della serata andrà a coprire parte delle spese legali che seguiranno questa brutta faccenda.

VENERDI' 15 GIUGNO ORE 20.00
CIRCOLO ANARCHICO 'E. BONOMETTI'
Vicolo Borgondio, 6 - Brescia
BUFFET VEGAN (dall'antipasto al dolce)
INTERVENTO ATTIVISTI AGGREDITI DAI CIRCENSI
PROIEZIONE INVESTIGAZIONI
Contributo buffet benefit 5 euro